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Hi-tech: L'esperanto può cambiare l'informatica?
Articoli di approfondimento su tematiche inerenti al mondo ICT, Internet e webmaster.
 

A cura di Punto Informatico, il quotidiano di informatica, telematica e comunicazione dal 1996, dove ogni giorno puoi trovare articoli e news sul mondo di internet

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Esperanto, una lingua che non appartiene ad alcun paese e che è parlata solo da una ristretta cerchia di cultori, una lingua che nell'informatica potrebbe però trovare un nuovo nodo di sviluppo, un terreno fertile su cui crescere in un'ottica globale.

Se c'è infatti una cosa che fa rizzare i capelli ai linguisti è il neonato gergo informatico: un misto di inglese (tanto) e di lingue locali (poco), una lingua spuria (diciamo pure "bastarda") -che non è l'inglese che si sente parlare- storpiata nella pronuncia inevitabilmente intrisa degli idiomi locali.

E così, per esempio in Italia, diventano normali frasi del tipo "accendi lo scanner", "un malware invisibile", "effettuare data mining" per arrivare, se si riflette, ad una meta-lingua come "il phishing che spamma" o "un worm che formatta". È italiano? È inglese? E, poi, paese che vai miscuglio che trovi: ogni cultura ha dovuto fare i conti con questa imposizione di stampo anglofono.

Non che sia un problema prioritario - ammettono gli stessi linguisti - ma riuscire a creare un gergo unico per il settore dell'informatica sarebbe quanto meno utile e favorirebbe la comprensione e la divulgazione della materia con termini unici ed univoci inventati apposta.

La pensa proprio così il presidente dell'Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, probabilmente la più alta autorità in materia linguistica, che prova a lanciare un assist agli esperantisti che da anni si dannano per diffondere una lingua inventata. Dice: provateci seriamente con l'informatica, potrebbe avere un senso, altrimenti quella dell'esperanto rimarrà una chimera (un florilegio di articoli in esperanto).

La proposta (probabilmente provocatoria) non sembra avere ancora i piedi per camminare da sola ma si sta attrezzando ed è probabile che in un importante convegno previsto per i primi mesi del 2006 qualcosa venga fuori. Punto Informatico ha parlato della questione proprio con Sabatini.

Punto Informatico: Secondo lei nell'era di Internet la lingua Italiana è cambiata?
Francesco Sabatini: È indubbio. Soprattutto nel settore dell'informatica l'attacco dell'inglese è stato fortissimo, in alcuni casi devastante. Tutto questo ha favorito la creazione di una lingua ibrida che è diversa a seconda delle zone geografiche, ha una terminologia fredda. Di sicuro gioverebbe unificarla.

P.I....ed è qui che entra in gioco l'esperanto...
F.S. Da molti decenni gli esperantisti cercano di promuovere l'esperanto come lingua unica per l'Unione europea: si pensi ai vantaggi di cambiare paese e continuare a parlare la stessa lingua...

P.I....Un po' come è accaduto con la moneta unica: tanti disagi all'inizio ma poi i vantaggi si raccolgono...
F.S. Ma sì, l'idea ha indiscutibili vantaggi teorici ma ci sono moltissime difficoltà di ordine pratico. Tempi, mezzi e costi sono senza dubbio esorbitanti a prescindere dal risultato e sarebbe logico proporlo solo se fatto su scala mondiale.

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