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Speciale: I principali problemi dei siti web italiani
Articoli di approfondimento su tematiche inerenti al mondo ICT, Internet e webmaster.
 
a cura di Shiny

Shiny è l'Azienda che dal 1994 fornisce servizi innovativi e di alta qualità, rivolti alle imprese e ai professionisti del settore Internet

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Per Jakob Nielsen è una tradizione quella di segnalare anno dopo anno i maggiori problemi di usability. La prima lista risale a 10 anni fa, mentre per il 2005 lo studioso statunitense ha proposto una nuova versione basata sulle segnalazioni dei lettore della sua famosa newsletter. Ma la visione del guru americano risente di un'impostazione delle Rete incentrata sull'America. Se da una parte è impossibile dargli torto, dall'altra ci sono aspetti che hanno un minore impatto nel Web italiano. Per questo proviamo a redigere una nostra classifica dei problemi di usability per la Rete nostrana.

I criteri di valutazione
La nostra classifica non ha alcuna pretesa di scientificità né ha o vuole avere valore statistico alcuno. È semplicemente basata su l'esperienza d'uso del Web da parte dello staff di Shinynews.
Tre sono stati i criteri di valutazione seguiti: l'importanza dell'errore, la diffusione e frequenza del problema e l'importanza dei siti che commettono quel certo errore. Se un problema si propone sulle pagine di Repubblica.it o su un sito personale di un radioamatore di San Colombano al Lambro non ha la stessa rilevanza, a nostro avviso, e non è stato valutato nello stesso modo. I risultati sono discutibili, come in ogni classifica che non sia un mero rendiconto di fatti. Rispetta la sensibilità e la concezione del Web di chi l'ha stilata. Se volete confrontarvi con noi, provate a redigere la vostra personale classifica dei maggiori problemi di usability del Web italiano.

 

1 - Click to target
Per i siti di e-commerce si tratta sostanzialmente del click to buy, ma ne sono affetti anche i siti d'informazione professionale o amatoriale, quelli di servizio e di presentazione, e per questo preferiamo indicarlo con l'espressione click to target. Il raggiungimento di un certo obiettivo in un sito richiede ancora troppi passaggi. Può essere l'acquisto come la lettura di una news: tra interstitial, pagine di presentazione e sommari interni, raggiungere l'obiettivo all'utente costa almeno due o tre passaggi (o click) a vuoto.

 

2 - Caricamento lento
Ancora molte home page sono lente, lentissime nel caricamento. Ci sono alcuni siti di importanza nazionale la cui apertura è un calvario. Tutto ciò dipende forse dalla sbagliata convinzione che i collegamenti in banda larga possano supportare pagine anche molto grandi e lente. Niente di più sbagliato: a parte il fatto che la banda larga per quanto diffusa non copre ancora l'intero territorio nazionale e tutti gli utenti, anche navigatori con Adsl non particolarmente performanti si ritrovano a dover consumare tempi d'attesa per l'apertura delle pagine in questione. Perché non consentire un accesso di base veloce e pratico per tutti? Gli elementi multimediali, la ricchezza iconografica e in generale tutte le parti di complemento possono essere lasciate a pagine interne d'approfondimento senza per questo perdere in appeal, anzi al contrario guadagnandoci. Badare alla sostanza dovrebbe sempre essere la prima regola di un sito ben realizzato. In questo caso rientrano anche alcune intro in Flash fini a se stesse, inutili, esteticamente discutibili.

 

3 - Form complicate e inutili
La registrazione degli utenti nei siti è un passaggio molto importante sia per chi detiene il sito stesso sia per i navigatori, che possono accedere a pagine personalizzate e servizi avanzati. Ma spesso, a fronte di una registrazione, non viene offerto praticamente alcun vantaggio. Inoltre, non si capisce perché siano richiesti dati e dati sensibili, anche nel dettaglio, quando ne sarebbero sufficienti molti di meno. Questa pratica può allontanare gli utenti. E non si pensi che porti grandi vantaggi a chi gestisce i dati: se non è previsto alcun invio di materiale per posta tradizionale, che senso ha chiedere l'indirizzo completo di un utente? Potrebbe bastare il codice postale o la provincia in cui si vive per ottenere una buona ripartizione geografica. Per una profilazione ottimale, molte volte sono necessari meno informazioni di quante richieste. Sono ancora praticamente sconosciute, poi, nel Web italiano le cosiddette credenziali anonime, cioè quelle informazioni necessarie al compimento di certe operazioni (compreso l'acquisto!) pur senza necessità di richiedere l'identità dell'utente.

 

4 - Web writing
In molti siti c'è la tendenza a riprodurre i metodi e gli stili di comunicazione più tradizionali. Ma il consumo del contenuto online è molto diverso da quello tradizionale. Si scrive bene, magari, ma non per l'utente. Si scrive tanto, troppo, badando ad orpelli formali che la comunicazione Web - anche per il marketing - difficilmente riesce a veicolare. Il navigatore è più veloce, più smaliziato e bada al sodo.

Continua >>>

 

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