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Truffe: Google, Berlusconi e miserabile fallimento
Articoli di approfondimento su tematiche inerenti al mondo ICT, Internet e webmaster.
 

Cosa centra Berlusconi con Google?

Semplice: lo sfortunato Silvio nazionale è stato vittima di uno "scherzetto" chiamato Google Bomb, come era già successo al suo collega George Bush al di là dell'oceano(ci tengo a precisare, prima di andare avanti con il racconto dei fatti, che Webmasterpoint.org è completamente apolitico e apartitico).

Vediamo cosa è successo esattamente

Come diversi di voi sanno, mi piace leggere i Blog dedicati ad Internet, ossia quei siti personali (una sorta di diari, ma è una definizione che li sminuisce) dove alcune persone esprimono in completa liberà le loro opinioni e idee.

Questi siti sono una fonte inesauribile di notizie fresche ed aggiornate, integrate spesso e volentieri da opinioni personali; e in un Internet dove spesso le notizie sono standard, riportate pari pari dalle agenzie stampa principali, i Blog rappresentano sicuramente una bella boccata di ossigeno.

Proprio alcuni Blog italiani, ne cito solo tre (http://www.mantellini.it, http://www.dotcoma.it/ e http://homepage.mac.com/paferro/iblog/paferrobyday/index.html) ma ce ne sono decine che hanno partecipato, hanno innescato qualche settimana fa una cosiddetta "Google Bomb" di cui poco sopra parlavo.

Che cosa è una Google Bomb?

Semplicemente significa riportare una frase con relativo link su più siti web possibile che a loro volta sono indicizzati a Google.

In tal modo, sfruttando l'algoritmo secondo il quale Google indicizza le pagine web e i loro contenuti (soprattutto in base alla link popularity) tale frase avrà una alta probabilità (essendo riportata su tanti siti) di essere inserita nel motorone nelle prime posizioni per una determinata ricerca.

E così, alcune decine di blog e siti italiani hanno inserito una semplice frasetta composta da due parole soltanto: "miserabile fallimento" con un link diretto al curriculum vitae dell' attuale presidente del consiglio.

Il codice inserito è semplicissimo: <A HREF="http://www.palazzochigi.it/Presidente/Biografia/biografiait.html">miserabile fallimento</A>

Perchè miserabile fallimento? Probabilmente, oltre ad esprimere la propria opinione politica, la frase scelta si ricollegava a quella usata su Google.com per George Bush: "miserable failure" che era stata linkata proprio alla biografica dell'attuale presidente statunitense.

E i risultati di entrambe queste due Google Bombs non si sono fatti attendere: se si cerca su Google.it miserabile fallimento al primo posto compare il link relativo alla biografica di Berlusconi (http://www.google.it/search?q=miserabile+fallimento), così come se si cerca miserable failure su Google.com, come primo risultato esce quella di George Bush (http://www.google.com/search?sourceid=navclient&ie=UTF-8&oe=UTF-8&q=miserable+failure).

Non solo, ma i perfidi bloggers italiani sono andati oltre e hanno fatto lo stesso giochetto con la frase "basso di statura" che riporta, indovinate un pò, sempre alla biografia del presidente del consiglio italiano(http://www.google.it/search?hl=it&ie=ISO-8859-1&q=basso+di+statura&btnG=Cerca+con+Google&lr=).

Sono degli "scherzetti" che, credo e spero, non facciano arrabbiare nessuno, ma solo sorridere e magari fare un poco riflettere: anche Google può essere influenzabile e poco oggettivo su determinati risultati.

Basta sfruttare, in modo un poco "subdolo", il meccanismo della link popularity ed il gioco è fatto.

Paradossalmente, proprio questo algoritmo era stato creato per rendere più oggettivo possibile il posizionamento dei risultati sul motore di ricerca più utilizzato al mondo.

Perchè? Velo spiego in due parole, anche se sono stati fatti interi articoli a proposito (e li trovate anche su Webmasterpoint.org nella sezione web-marketing).

Se un determinato sito o link è riportato più volte su altri siti, secondo come ragiona Google, tale sito o link è, probabilmente, molto importante, perchè in tanti lo riportano e quindi degno di essere nei primi posti per determinate ricerche.

E così è avvenuto anche questa volta. Anche se, stavolta, si trattava di un abile scherzo...

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