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La gestione dei dati
Per poter parlare di come si gestiscono i dati, occorre prima
precisare che cosa essi siano, o meglio che cosa si intenda
con il termine "dati" , non tanto dal punto di
vista della logica informatica, quanto piuttosto da quello
strettamente tecnico ed operativo.
In tal senso, va innanzitutto osservato che tutto quanto
viene elaborato dal microprocessore di un computer deve
risiedere nella memoria di questo, la cosiddetta
RAM[1], che, al di là della sua implementazione
hardware, è una sequenza di bit, ciascuno dei quali,
ovviamente, può assumere valore 1 oppure 0. Nella RAM
si trova anche il codice macchina eseguibile del programma:
semplificando un poco, possiamo dire che tutta la parte di
RAM non occupata da quello può rappresentare
"dati".
E' evidente che nella maggior parte dei casi un
programma non controlla tutta la memoria, ma solo una
porzione più o meno ampia di essa; inoltre le regole
in base alle quali esso ne effettua la gestione sono
codificate all'interno del programma stesso e dipendono,
almeno in parte, dal linguaggio utilizzato per
scriverlo.
Sintetizzando quanto affermato sin qui, i dati gestiti da un
programma sono sequenze di bit situate nella parte di RAM che
esso controlla: se il programma vi può accedere in
lettura e scrittura, dette sequenze rappresentano le
cosiddette "variabili"; se l'accesso può
avvenire in sola lettura si parla, invece, di
"costanti".
Dal punto di vista del loro significato si apre invece il
discorso dei tipi di dato.