Dai record all'html con un semplice programma
È inutile ricordare che negli ultimi anni la tendenza di chi costruisce pagine web è quella di costruirle in maniera dinamica. I motivi che rendono necessario adottare un sistema di progettazione dinamico possono essere molteplici. Si può avere l’esigenza di rendere disponibile in linea il proprio catalogo di prodotti, piuttosto che un semplice elenco di notizie o di contatti, o link o altro ancora. Creare pagina web dinamiche vuol dire però fare i conti con linguaggi di programmazione che spesso si interfacciano ai più comuni database, quali ASP, PHP o il più complesso JSP. Chi non ha tempo e voglia per dedicarsi a studiare questi linguaggi, può approfittare di questo DBtoHTML.
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Questo utile programma si interfaccia a moltissimi tipi di database, interrogandoli e formattando i risultati in formato HTML leggibile, pronto per essere pubblicato sul web. In questo esempio vedremo come creare, partendo da un piccolo database MySQL, una serie di pagine atte a visualizzare il contenuto del database stesso. Pronti? Si comincia…
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Installiamo il necessario…
Oltre ad installare il programma vero e proprio (che, se
necessario, installerà anche MDAC, i componenti
Microsoft Data Acess), per questo esempio abbiamo bisogno di
utilizzare il server MySQL. Disponibile nella cartella
“Il meglio” del CD-Rom di questo mese, per
installarlo basterà estrarre i file presenti
nell’archivio compresso e cliccare due volte sul file
setup.zip. Ancor prima di testare il funzionamento del
server, installeremo anche il driver ODBC di MySQL (dalla
cartella pratica). L’installazione del driver non
comporta alcun problema, e basterà semplicemente
cliccare sempre su Next per completare il processo. Avviamo
quindi il server di database MySQL, portandoci nella cartella
c:Mysqlin e cliccando sul file winmysqladmin.exe. Si tratta
di un tool (che la prima volta chiederà di impostare
una password per l’accesso) per avviare e stoppare il
funzionamento del server.
Sarà
sufficiente cliccare con il pulsante destro sulla piccola
icona a forma di semaforino che si troverà sulla
traybar in basso a destra dello schermo, e selezionare la
voce di menu Start the server standalone (se si utlizza
Windows 98 / ME) oppure Start the service (se adoperiamo
Windows 2000 / NT).
Per sapere se tutto funziona (ovvero se il server si
è avviato) basterà vedere se il semaforino
è di colore verde, oppure bisognerà portarsi
nella cartella c:mysqlin e avviare da una sessione DOS il
programma mysql. Se non si avranno risposte di errori del
tipo
ERROR 2003: Can't connect to
MySQL server on 'localhost' (10061)
vuol dire che tutto si è installato per il meglio, e possiamo procedere digitando (dal prompt di mysql) le istruzioni per creare un database e una tabella con un piccolo elenco di nominativi:
CREATE DATABASE elenco; USE elenco; CREATE TABLE nomi ( id int(3) unsigned NOT NULL auto_increment, nome char(30) NOT NULL default '0', PRIMARY KEY (id), UNIQUE KEY id (id), KEY id_2 (id) ) TYPE=MyISAM;
per aggiungere dei record alla tabella appena creata, useremo istruzioni del tipo:
INSERT INTO tabella1 VALUES (1,'piero'); INSERT INTO tabella1 VALUES (2,'pippo'); INSERT INTO tabella1 VALUES (3,'pluto');
per ogni record che vogliamo inserire.
E creiamo una connessione ODBC…
Per far sì che il programma riesca a connettersi a un
database bisogna creare una connessione DNS dal pannello di
controllo. Dal menu avvio portiamoci quindi in Pannello di
controllo / Origine dati (ODBC), e selezioniamo DNS di
sistema. Dopo aver cliccato su aggiungi dovremo scegliere il
nostro driver ODBC dall’elenco visualizzato. Quello per
il MySQL dovrebbe trovarsi in fondo alla lista, e chiamarsi
MySQL ODBC 3.51 driver.
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Possiamo cliccare su fine. Saremo indirizzati subito verso la maschera che configura le opzioni di connessione. Dall’alto verso il basso, indicheremo un nome fittizio per descrivere la connessione appena creata, mentre la descrizione sarà suggerita dal programma stesso. Specificheremo quindi, nei campi che seguono, il nome dell’host (o il suo indirizzo IP), il nome del database da usare e i dati di connessione per l’utente.
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Le altre opzioni, specificate nei molti checkbox della
pagina, non necessitano per l’esempio che stiamo
esaminando. Appena specificato tutto, sarà bene
cliccare su test data source per verificare la correttezza
della connessione, e quindi su OK per confermare tutte le
nostre configurazioni.
Finalmente DBtoHTML
Ora che abbiamo creato il nostro se pur piccolo database,
possiamo passare all’azione con DBtoHTML. Ricordiamo
che il programma è distribuito in versione di prova
per 21 giorni, ma che è completamente funzionante, e
selezioniamo il link dal menu avvio per avviare il programma.
DBtoHTML è organizzato in pagine (8, per la
precisione) che permettono di configurare e creare dei file
HTML (o anche con altre estensioni) che visualizzeranno i
record contenuti nel database.
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Il programma è, in realtà, pensato come un wizard di sette passi; nella prima finestra è infatti visibile un piccola guida (in inglese) che illustra i passaggi da compiere in ogni pagina. In queste pagine specificheremo il nome del progetto (per salvarlo nel formato proprietario di DBtoHTML), l’estensione dei file da creare, e la cartella dove salvare i file prodotti. Premendo la combinazione di tasti [ALT+C], o cliccando sul pulsante Connect avremo la possibilità di selezionare la base di dati cui connetterci. Dalla finestra che apparirà sceglieremo la voce Microsoft OLE DB Provider for ODBC drivers e cliccheremo su Avanti.
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Dal menu a tendina specificheremo il nome che abbiamo
attribuito all’origine dati creata precedentemente, e
le eventuali informazioni necessarie per autenticare
l’accesso al DB (nome utente e password). Buona norma
sarà verificare la connessione, quindi cliccare su OK.
Il panorama cambierà di colpo, passando alla seconda
pagina.
Le tabelle e le query
Il secondo passaggio del wizard è quello che
consentirà di creare ed eseguire le query sul
database. Sulla sinistra vedremo elencate le tabelle del
nostro DB, in questo caso una soltanto. Cliccando sui segni
[+] la struttura ad albero si aprirà mostrando i
campi. Selezionando ogni campo e cliccandovi sopra due volte
effettueremo la relativa query sul DB.
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Un esempio: per visualizzare tutti i record della tabella sarà sufficiente cliccare sull’asterisco all’inizio di ogni campo. Il pulsante [Build] consentirà di costruire la query, mentre il bottone [Run] la eseguirà effettivamente, cambiando di pagina e mostrando a video i risultati dell’interrogazione. È possibile, ovviamente, eseguire delle query a mano
Il layout dei file.
Eseguita la query non ci resta che stabilire il tipo di
layout da adottare per la visualizzazione dei record. La
quarta pagina del programma si occupa appunto di questo, e
offre la possibilità di scegliere fra un layout di
tipo semplice (Index), o come un foglio di lavoro, o ancora
personalizzato, in formato testo o addirittura in XML (cosa
veramente comoda). Potremo scegliere se creare un file index
e anche un file di ricerca, specificando i nomi da
attribuire. Possiamo quindi passare alla pagina record layout
per specificare i bordi delle tabelle e le proprietà
delle celle quali colori, font, e via dicendo. Addirittura,
DBtoHTMl ci darà la possibilità di inserire
un’immagine nelle celle, convertendone il formato se
è il caso; una volta completate anche queste
configurazioni, potremo cliccare su Build Template e, nella
pagina successiva, su build HTML per visualizzare subito la
preview dei file costruiti. Volendo visualizzare i file
indipendentemente dal programma dovremo semplicemente andare
nella cartella specificata in fase di partenza.
FTP Upload
DBtoHTML è un programma davvero completo, e lo
possiamo vedere dall’ultima delle pagine da cui
è composto. Essa permette infatti di uploadare sul
nostro server FTP le pagine appena create. Utilizzare la
funzionalità di trasferimento FTP non è per
nulla difficile; basterà indicare negli appositi campi
i dati per la connessione al server, i soliti User, Password,
e la directory da utilizzare per default. La più
grande comodità di questa funzione è
probabilmente quella di poter aggiornare soltanto i file che
sono cambiati dall’ultimo upload, in modo da effettuare
così un aggiornamento più preciso.
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