Luigi Arlotta
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Introduzione

PHP è un linguaggio di scripting che permette di generare pagine web dinamicamente. Il codice PHP viene inserito direttamente nei documenti HTML tramite opportuni TAGs che ne dichiarano la presenza e quindi eseguito al momento in cui il client ne fa richiesta. A differenza di quanto accade per altri noti linguaggi di scripting, quali ad esempio JavaScript, il cui codice viene scaricato ed eseguito dal client, PHP è un linguaggio di tipo server-side. Questo vuol dire che il codice PHP viene eseguito direttamente sul server, mentre al client giunge solo il risultato dell'elaborazione, sotto forma di documento HTML. Questo modo di procedere comporta:

  1. Vengono risolti tutti i problemi di compatibilità tra i vari browser e tra le differenze versioni degli stessi. Il browser del client, a seguito dell'esecuzione sul lato server di uno script PHP, riceve una normale pagina HTML ed è quindi sempre in grado di interpretarla correttamente. Questo non succede con i linguaggi di scripting interpretati direttamente dal browser. In questo secondo caso infatti il client scarica il codice dello script che quindi viene interpretato localmente sulla macchina che ne ha fatto richiesta. La procedura funziona solo se il client è dotato del software necessario all'interpretazione dello script.

  2. L'interpretazione del codice direttamente sul server protegge lo script assicurando che quest'ultimo rimanga invisibile. Ciò impedisce "furti" di codice sorgente.

  3. L'esecuzione del codice sul server presuppone che il vostro webserver sia stato configurato in modo che sia in grado di riconoscere ed interpretare i documenti contenenti codice PHP. Per far ciò è necessaria l'installazione di un motore PHP e la modifica di alcuni file di configurazione del webserver. Vedremo, passo dopo passo, come è possibile eseguire queste operazioni, nel prossimo capitolo.

  4. L'elaborazione a carico del server degli script PHP richiede risorse di calcolo (tempo di cpu). Un numero di richieste particolarmente elevato di pagine contenenti codice PHP potrebbe sovraccaricare il server.

Per poter essere riconosciute dal webserver, che ne deve richiedere l'esecuzione, le pagine HTML contenenti codice PHP vengono salvate non più con estensione .html o .htm, ma con estensione .php o .php3 o ancora .phtml. L'estensioni indicate possono cambiare a seconda di come avete configurato, o meglio di come configurerete il vostro webserver.

Supponiamo ad esempio che un client faccia richiesta della pagina esempio1.php riportata di seguito.

<HTML>
  <HEAD>
    <TITLE>Example 0.01</TITLE>
  </HEAD>
  <BODY>
    <?
    echo ("<H1>Questo è un esempio</H1>");
    ?>
   </BODY>
</HTML>

questa pagina verrà riconosciuta, grazie all'estensione da cui è caratterizzata come un documento HTML contenente del codice PHP che deve essere interpretato prima della trasmissione al client. Il webserver quindi passa la pagina contenente lo script al motore PHP. Una volta interpretata il client riceverà il seguente documento HTML.

<HTML>
  <HEAD>
    <TITLE>Example 0.01</TITLE>
  </HEAD>
   <BODY>
    <H1>Questo è un esempio</H1>
  </BODY>
</HTML>

Come vedete, nel documento inviato dal web server non c'è alcuna traccia di codice PHP. Quest'ultimo è stato infatti interpretato e sostituito con il risultate output in formato HTML. Il client potrà immaginare che la quanto ricevuto è il risultato di un'elaborazione dinamica di codice PHP solo dal nome della pagina (più precisamente dall'estensione .php).

I comandi PHP vengono inseriti all'interno dei TAGs , in questo modo il motore PHP delegato dal webserver all'interpretazione della pagina, può distinguere la sintassi appartenente al linguaggio dal resto del documento. E' possibile far uso di altri TAGs come o < % e % > editando il file php.ini contenente la configurazione del linguaggio. Anche di questo parleremo nei prossimi capitoli.



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Pier Paolo
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