Windows 8 e Mountain Lion: confronto nuovi sistemi operativi 2012
Microsoft e Apple stanno approcciando lo sviluppo dei sistemi operativi di nuova generazione in maniera differente. E, secondo Adrian Kingsley-Hughes di ZDNet, l’approccio migliore è quello di Apple.
Microsoft è impegnata nello sviluppo di Windows 8. La software house di Redmond ha aperto un apposito canale web attraverso cui, con una certa regolarità, illustra le caratteristiche e le funzionalità introdotte a bordo del nuovo sistema operativo. Apple, un po’ a sorpresa, ha presentato nei giorni scorsi OS X Mountain Lion, nuova iterazione del sistema operativo desktop in dote ai Mac.
Adrian Kingsley-Hughes di ZDNet ha fornito un primo confronto tra i due sistemi operativi attesi al debutto sul mercato nel corso del 2012. OS X Mountain Lion sarà reso disponibile per gli utenti a fine estate 2012. Windows 8, invece, dovrebbe raggiungere il mercato nella seconda parte dell’anno. Al di là delle tempistiche, pure importanti, il focus odierno è inerente ai differenti approcci seguiti da Microsoft e da Apple nello sviluppo dei sistemi operativi di nuova generazione.
Windows, sostiene Kingsley-Hughes, non ha cambiato, nel profondo, sostanza nel corso degli anni. Il sistema operativo desktop firmato Microsoft, in altre parole, non ha subito cambiamenti radicali rispetto a Windows 95. Tanto che alcuni elementi propri di Windows, quale il pulsante e il menu Start, e l’organizzazione a cartelle su desktop, sono diventati veri e propri marchi di fabbrica del sistema operativo made in Redmond. Con Windows 8, invece, gli interventi sono radicali. E non a caso, il pulsante Start sparisce, e il menu Start e il desktop tradizionale vengono messi in secondo piano rispetto alla nuova interfaccia Metro style. A spingere in questa direzione, prosegue Kingsley-Hughes, è il desidero di Microsoft di rendere Windows capace di girare su dispositivi touch (tablet, in particolare) e su macchine gestite via mouse e tramite tastiera. Per anni, argomenta Kingsley-Hughes, Microsoft ha tentato di portare Windows sui tablet, senza successo. Per la prima volta nella sua storia, Microsoft guarda oltre la cosiddetta era PC, e si butta nel mondo post-PC, dove a dominare sono device di dimensioni ridotte, mobili, personali e personalizzabili. L’approccio di Microsoft consiste nel tentare di portare l’intera esperienza desktop a bordo dei dispositivi mobili e, al contempo, mantenere il sistema operativo capace di girare e di essere gestito su macchine hardware tradizionali. Kingsley-Hughes mostra scetticismo sulle capacità di Microsoft di bilanciare, con Windows 8, il “vecchio” (tastiere e mouse) e il “nuovo” (touch). E si domanda se l’interfaccia Metro sia in grado di esprimersi al meglio su macchine che non supportano comandi touch.
Differente, sostiene Kingsley-Hughes, l’approccio di Apple. L’azienda di Cupertino intende portare su OS X Mountain Lion alcune funzioni chiave di iOS, forte del successo ottenuto dalle stesse grazie ad iPhone e iPad, e con l’obiettivo di offrire agli utenti di sistemi Mac la medesima esperienza e i medesimi servizi a valore aggiunto. Altra differenza sostanziale, argomenta Kingsley-Hughes, riguarda l’approccio all’esperienza touch. Microsoft vuole che gli utenti di Windows 8 interagiscano attraverso comandi touch con l’intero schermo, Apple, di contro, ha lavorato sull’implementazione di gesture veicolate attraverso il Magic Trackpad, senza prefissarsi l’obiettivo di sostituire tastiera e mouse con comandi touch. A detta di Kingsley-Hughes, infine, Apple non ha intenzione di unificare iOS e OS X, almeno sul breve-medio termine.
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