Wind compra Virgilio. Fusione con Libero.it per il sito web italiano più importante possibile

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Il magnate egiziano Sawiris potrebbe fare la voce grossa nel campo dell’informazione e della pubblicità sul web. Si profila un buon affare.

Il milionario egiziano Naguib Sawiris
Fabio Lepre 

Un supergruppo informativo composto dai portali Libero.it e Virgilio.it. Lo scenario ipotizzato potrebbe diventare realtà se il milionario egiziano Naguib Sawiris dovesse fare suo Matrix ovvero la controllata con cui Telecom Italia gestisce lo spazio web. La notizia di una possibile accelerazione nel passaggio delle consegne viene rilanciata anche dal sito MilanoFinanza che ricorda come il Gruppo Editoriale L’Espresso, presieduto da Carlo De Benedetti, e Banzai di Paolo Ainio abbiano già fatto un passo indietro rispetto a una eventuale acquisizione. A questo punto "è ipotizzabile che il closing dell’operazione - si legge - avverrà a breve".

A sorprendere è il contenuto investimento finanziario a fronte di una operazione destinata a coinvolgere milioni di utenti. Telecom Italia, dopo una decisa svalutazione provocata da una rilevante perdita di esercizio, ha iscritto la partecipazione di Matrix a "un valore di carico di 29,9 milioni". Eppure si tratta di portali che, secondo i dati Audiweb, hanno conquistato 3,394 milioni di utenti unici per un totale di 55,2 milioni di pagine viste (per Virgilio.it) e 3,293 milioni di utenti e 74,249 milioni di page view (per Libero.it). Per il magnate africano, dunque, si tratterebbe di un buon affare.

D’altronde con il ritiro dell’Espresso, il "faraone" ha davanti a sé un’autostrada per andare alla conquista della pubblicità online, che - secondo le più recenti rilevazioni - avrebbe un valore complessivo di circa 600 milioni di euro all’anno. Il gruppo presieduto dall’ingegnere De Benedetti aveva visto in una eventuale acquisizione la possibilità di rafforzare la propria presenza sul web (il sito del quotidiano la Repubblica vanta 1,3 milioni di utenti unici al giorno e 11,9 milioni di pagine viste) e, allo stesso tempo, di recitare la parte da leone nel campo dei siti generalisti.

E a proposito di pubblicità online, Giuliano Andreani, presidente Publitalia e amministratore delegato di Mediaset annuncia ufficialmente di stare trattando "con un paio di grossi gruppi e spero che prima dell’estate faremo un accordo con uno di loro. Loro fanno il loro mestiere e noi gli raccoglieremo la pubblicità". Una mossa quasi necessaria considerano il calo del 10% registrato nel corso del primo trimestre dell’anno.
 

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