WiMax rete nazionale negli USA con Provider, Media, Intel e Google. E chi diceva che non funzionava?
Il WiMax ha conquistato anche Intel, Google e Bright House Networks, che sono pronte a consociarsi in una grande joint venture con Comcast, Time Warner Cable, Sprint Nextel e Clearwire per la realizzazione di una grande rete nazionale.
a cura della Redazione
Il WiMax ha conquistato anche Intel, Google e Bright House Networks, che sono pronte a consociarsi in una grande joint venture con Comcast, Time Warner Cable, Sprint Nextel e Clearwire. L’idea progettuale è quella di realizzare una rete wireless capace di irradiare tutto il territorio degli Stati Uniti.
L’investimento totale si aggirerebbe tra i 3 e i 4 miliardi di dollari e nasce sulla base di un’intesa di proporzioni assolutamente ragguardevoli e, sicuramente, non semplicissima da definire e da gestire.
Intesa che sembrerebbe del tutto immune alle perplessità sollevate da Buzz Broadband, il provider australiano che ha sperimentato per circa un anno il WiMax su un territorio abbastanza ampio.
Buzz Broadband ha messo in evidenza che in base alla propria sperimentazione il WiMax risulta estremamente inefficiente, sia a causa della frequenza su cui opera (3 GHz), sia per via dei tempi di latenza della trasmissione dei dati, che renderebbero inadatto il canale alle trasmissioni di servizi Internet che richiedono un elevato tempo reale, come il VoIP.
Contro Buzz Broadband però è insorta Airspan, azienda fornitrice dell’hardware di connessione del sistema messo in piedi dal provider. A detta di Airspan l’ISP australiano avrebbe investito risorse insufficienti a gestire correttamente l’impianto e si sarebbe blindata impedendo a terzi di esplicare il giusto e opportuno supporto alla realizzazione dell’infrastruttura di rete idonea a irradiare le aree target.
Quello che è certo è che negli USA il WiMax sembra essere la prossima frontiera e si sa che compagnie come Intel e Google non badano a spese quando accettano di varare un progetto...
Autore: Pierluigi Emmulo
L’investimento totale si aggirerebbe tra i 3 e i 4 miliardi di dollari e nasce sulla base di un’intesa di proporzioni assolutamente ragguardevoli e, sicuramente, non semplicissima da definire e da gestire.
Intesa che sembrerebbe del tutto immune alle perplessità sollevate da Buzz Broadband, il provider australiano che ha sperimentato per circa un anno il WiMax su un territorio abbastanza ampio.
Buzz Broadband ha messo in evidenza che in base alla propria sperimentazione il WiMax risulta estremamente inefficiente, sia a causa della frequenza su cui opera (3 GHz), sia per via dei tempi di latenza della trasmissione dei dati, che renderebbero inadatto il canale alle trasmissioni di servizi Internet che richiedono un elevato tempo reale, come il VoIP.
Contro Buzz Broadband però è insorta Airspan, azienda fornitrice dell’hardware di connessione del sistema messo in piedi dal provider. A detta di Airspan l’ISP australiano avrebbe investito risorse insufficienti a gestire correttamente l’impianto e si sarebbe blindata impedendo a terzi di esplicare il giusto e opportuno supporto alla realizzazione dell’infrastruttura di rete idonea a irradiare le aree target.
Quello che è certo è che negli USA il WiMax sembra essere la prossima frontiera e si sa che compagnie come Intel e Google non badano a spese quando accettano di varare un progetto...
Autore: Pierluigi Emmulo
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Categoria: Internet
Pubblicato il 27/03/2008
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