Il Wimax italiano non deve fare la fine dell'Umts. Il Partito Pirata minaccia un googlebombing

A poche settimane dalla decisione da parte dei Ministeri di liberare le frequenze per il WiMax, in molti sono scettici riguardo alle aste per le concessioni delle frequenze

Redazione 

A poche settimane dalla decisione da parte dei Ministeri di liberare le frequenze per il WiMax, in molti sono scettici riguardo alle aste per le concessioni delle frequenze. Il timore è che si arrivi ad uno stato di monopolio, così come è avvenuto con l'UMTS.

Il Partito-Pirata Italiano, il provocatorio movimento a sostegno della cultura libera, con un comunicato chiede aiuto ai navigatori italiani:

"Se siete interessati al Wi-Fi o al WiMax, e vedete in queste tecnologie la possibilità di portare Internet là dove finora non è potuta arrivare, allora aiutateci," si legge nel sito, "queste tecnologie stanno per esserci scippate dai soliti oligopolisti".

Una soluzione corretta ed intelligente al problema delle assegnazione delle frequenze esiste da tempo ed è già usata nella vita quotidiana: è la stessa soluzione legale usata per evitare la proliferazione delle antenne paraboliche sui tetti dei condomini.

Quando viene applicata al Wi-MAX, questa soluzione funziona nel modo seguente.

  1. Chi arriva per secondo, ha il diritto (previsto per legge) di usare la stessa antenna, gli stessi ripetitori e le stesse frequenze per offrire lo stesso servizio ai suoi utenti. Ovviamente, è tenuto a pagare il 50% dei costi dell'antenna e dei ripetitori a chi l'ha installata. Il secondo arrivato è anche tenuto a non creare problemi a chi ha installato l'antenna ed i ripetitori. Di conseguenza, se il traffico che produce è tale da creare problemi, deve installare altri ripetitori a sue spese.

La suddivisione del traffico tra i diversi operatori può avvenire a valle dell'antenna, sulla rete digitale, esattamente come avviene da tempo per la condivisione dello stesso cavo in rame tra i diversi operatori della telefonia.

"Il Google Bombing consiste nel rendere deliberatamente molto popolare un sito web (od una singola pagina) creando molti altri siti web ed inserendo in ognuno di essi un articolo ed un link che faccia riferimento al sito, od alla pagina, che si vuole rendere popolare. Si tratta di una tecnica del tutto legittima, del tutto corretta, ben conosciuta e di successo quasi garantito se si dispone di una comunità abbastanza ampia".

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