WiMax e copertura Internet in Italia: i motivi della petizione al TAR finora non accolta
L’operatore tedesco MGM ha recentemente presentato un ricorso al TAR con il supporto di Altroconsumo e dell’Associazione Anti Digital Divide contro il bando per le licenze WiMax. Ma è stato respinto.
Il WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access) è la tecnologia che consente l’accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili ad ampio raggio. Proprio al WiMax molti guardano come tecnologia che saprà ridurre in modo considerevole il digital divide che in Italia è piuttosto alto a causa della complessità geomorfologica del territorio, che rende estremamente difficile portare dovunque una capillare distribuzione del servizio di banda larga mediante connessione via cavo.
In Italia l’assegnazione delle licenze sta attraversando delle controversie. Attualmente è in corso un bando di gara regolato da AGCOM, contro il quale l’operatore tedesco MGM ha recentemente presentato un ricorso al TAR con il supporto di Altroconsumo e dell’Associazione Anti Digital Divide.
Le ragioni che hanno spinto al ricorso sono da individuare nella mancanza di previsione, nel bando stesso, della copertura prioritaria di zone ancora non raggiunte dalla banda larga e la mancata esclusione dei grandi operatori come Telecom Italia e le altre grandi compagnie di telecomunicazione impegnate nella fornitura di servizi UMTS.
Questi ultimi, disponendo di grande potere contrattuale, potrebbero rubare ad altri operatori più motivati le licenze e poi ostacolare la diffusione del WiMax per non cannibalizzare i propri lucrosissimi servizi UMTS, oltre a stabilire un nuovo regime di oligopolio.
Il ricorso mosso però è stato respinto dal TAR, perché, come si legge nell’ordinanza, «non ha i connotati dell’attualità, atteso che sia il regolamento impugnato con l’atto introduttivo del giudizio che il bando e il disciplinare impugnati nella via dei motivi aggiunti non le inibisce la partecipazione alla gara per l’assegnazione delle licenze WiMax».
Autore: Pierluigi Emmulo
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