WiMax in Italia: la società che lo porterà in quasi tutta Italia è americana. Cosa c'è dietro?
Ariadsl si è aggiudicata la quasi totalità delle licenze WiMax disponibili in Italia. L'azienda è sostenuta da un miliardario con cittadinanza americana.
Qualche tempo fa avevamo parlato di Ariadls, piccola società umbra che si è aggiudicata la quasi totalità delle licenze WiMax disponibili in Italia.
Il WiMax, ricordiamo, è un nuovo sistema che consente di realizzare una rete wireless a banda larga appoggiandosi alle frequenze radio, e garantendo, quindi, prestazioni più elevate del Wi-Fi. Le frequenze radio disponibili in Italia erano di proprietà del ministero della Difesa e, in parte, del ministero delle Comunicazioni.
L’appalto vinto da Ariadsl, ora denominata Aria, ha portato nelle casse dello Stato ben 136 milioni di euro. Ma da dove provengono questi soldi?
Dietro Aria c’è la mano del milionario israeliano Davidi Gilo, 51 anni, cittadinanza statunitense, che nel 1999 aveva venduto a Intel per 1,6 miliardi di euro la propria azienda Dsp Communications, per poi dare vita alla Gilo Ventures, società specializzata in investimenti in aziende.
Ebbene, Gilo ha una casa a Todi, in Umbria, e per quella casa voleva a tutti i costi avere una connessione ADSL. E così ha messo mano al proprio portafoglio, ha comprato l’Ariadsl, l’ha trasformata in società per azioni e ha trovato altri soci di minoranza, fra i quali spiccano il fondo russo Ikon e la Goldman Sachs. Fin qui, nulla di strano, il tutto è stato fatto alla luce del sole.
Si dà il caso, però, che due fondi del gruppo Goldman Sachs, ovvero Elq Investors e Goldman Sachs Investment Partners Holdings Offshore, abbiano stretto accordi finanziari con la holding olandese che controlla il 100% di Aria.
Tali accordi prevedono che Goldman Sachs abbia prerogative di governante che le consentono in pratica di controllare direttamente la holding in questione e, quindi, in via indiretta anche Aria. In pratica Gilo, la menta di tutta l’operazione che ha fatto di una piccola società una delle realtà IT più importanti in Italia, si trova ad avere meno potere di Goldman Sachs.
Gli americani, quindi, avrebbero potere di bloccare business plan, nomina dell’amministratore delegato e approvazione del bilancio. Staremo a vedere.
Autore: Pierluigi Emmulo
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