WiMax e la situazione in Italia: i ritardi sono dovuti alla burocrazia

Il WiMax in Italia si espande sempre più, ma lentamente. La causa principale è l'eccesso di burocrazia.

Redazione 

Torniamo a parlare di WiMax e del panorama italiano della tecnologia che consente all’accesso alle reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili. Il mosaico italiano del WiMax continua a mutare e ogni settimana si aggiungono nuovi piccoli pezzettini. Si procede, dunque, ma con un certo ritardo e con un po’ di lentezza.

Non c’è, come abbiamo scritto in precedenza, un unico colpevole per spiegare la situazione. I fattori che incidono sullo sviluppo del WiMax in Italia sono molteplici, a cominciare dall’attuale crisi economica, che forse, seppur timidamente, potrà essere superata già nel prossimo anno. A frenare i progetti degli operatori WiMax è anche la difficoltà di accesso al credito: le banche hanno chiuso i rubinetti proprio a causa della crisi e le aziende, non solo quelle di settore, devono per forza di cose dilatare i tempi e gli investimenti. Pesa sul WiMax anche un certo scetticismo dell’industria dell’hardware, attraversata da un consistente vento di sfiducia in merito ai reali ritorni di investimento, ad eccezione di Intel.

Ma se c’è un fattore che viene indicato dagli stessi operatori come cruciale per spiegare i ritardi, allora dobbiamo vedere alla voce burocrazia.

Gli operatori WiMax incontrano difficoltà nell’ottenere in tempi ragionevoli i permessi per installare le antenne. A volte, addirittura, si imbattono in una vera e propria opera di ostruzionismo da parte degli enti locali: è noto, infatti, che alcune amministrazioni comunali sono preoccupate dall’inquinamento elettromagnetico, nonostante esistano regolamenti specifici e la tecnologia messa in campo dagli operatori ne rispetti i limiti.

Autore: Andrea Galassi

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