WhatsApp a pagamento è vero per cellulari Android, iPhone e Nokia Lumia, Blackberry dopo un anno

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Cambiamento in corsa per l’applicazione che ha già scatenato sul web l’ira degli utenti. E c’è già chi suggerisce nuove soluzioni alternative.

WhatsApp a pagamento per Android, iPhone e Nokia Lumia, Blackberry
Gianluca Salustri 

Ora è ufficiale: WhatsApp si paga. Il servizio di messaggistica istantanea fra smartphone via internet non sarà più gratuito e la novità ha già scatenato le proteste sul web degli utenti, indispettiti non tanto dal prezzo del servizio, 0,79 centesimi di “canone” per un anno, quanto dal cambiamento effettuato in corsa.



I forum di telefonia e la pagina di download di WhatsApp su Google Play sono stati infatti presi d’assalto dai messaggi degli utenti indispettiti dal cambiamento; messaggi che tendono ad equiparare il pagamento della tariffa all’antipatico canone della Rai, ma c’è anche si preoccupa per il fatto di dover fornire i dati della propria carta di credito e chi comincia già a suggerire alternative gratuite come WeChat, di origine cinese, o ChatOn, sistema di messaggistica griffato Samsung, o anche Viber, piattaforma mediante la quale è anche possibile provare a telefonare appoggiandosi alla Rete.

Nuovi sistemi che potrebbero certo essere utili ma solo nel caso di uno spostamento in massa degli utenti di WhatsApp per rendere raggiungibili più persone possibili. Il pagamento della tariffa interesserà tutti gli utenti di smartphone Android, Windows Phone e Blackberry mentre nulla cambia per gli utenti di iPhone, visto che in questo caso l’applicazione è sempre stata a pagamento. Il costo iniziale era di 0,79€ che si sono trasformati negli attuali 0,89€ con l’adeguamento dei prezzi dell’App Store. Per gli utenti iPhone, almeno per il momento, il contributo resterà una tantum all’acquisto dell’app.

Sul versante iPhone intanto arrivano anche altre buone notizie che riguardano la versione 3G; sembra infatti che i problemi di invio e di ricezione dei messaggi riscontrati nell’ultimo periodo siano stati risolti. Su WhatsApp intanto incombe anche un rapporto pubblicato dalle autorità canadesi e olandesi, l'Office of the Privacy Commissioner of Canada (OPC) ed il Dutch Data Protection Authority (CBP), che mette in risalto la mancata tutela della privacy degli utenti. Secondo il rapporto infatti la app accederebbe alla rubrica personale dei contatti violando anche i diritti di chi non la possiede e conservando tutti i numeri di telefono, al contrario di quanto affermato dal disclaimer dell’applicazione. Per l’applicazione di messaggistica più utilizzata si prevedono così settimane difficili.

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