Volunia: critiche e commenti. Le risposte di Massimo Marchiori

Volunia è un nuovo motore di ricerca italiano

Quello di Volunia è un cantiere ancora aperto il cui miglioramento dipenderà anche dall’interesse degli utenti e dalla capacità di attrarre investimenti.

Fabio Lepre 

L’attesa sembra essere stata solo parzialmente ripagata. Chi ha testato il motore di ricerca italiano Volunia, i cosiddetti Power User, ideato dall’informatico Massimo Marchiori, non nasconde le sue perplessità: è realmente uno strumento in grado di competere con Google? Capita addirittura che il sistema non restituisca alcun risultato nonostante si digitino parole molto popolari. Il 42enne padovano conferma: “Siamo solo all’1% dell’indicizzazione di tutta la Rete”. E ancora, “il motore semantico è ancora in cantiere, servono altri sette mesi di lavoro. C’è solo una briciola di quello che Volunia sarà in futuro”.

I lavori sono ancora nella fase iniziale. Sebbene le idee degli sviluppatori sulla forma che Volunia dovrà assumere siano chiare, la strada da percorrere è molto lunga. A detta dei Power User non è un semplice motore di ricerca, ma un social browsing. Su queste basi prova a smarcarsi dal prodotto della società di Mountain View.

Marchiori fa presente che “se si attiva la funzione social si rinuncia all’anonimato durante la visita di una pagina web e si accetta quindi di segnalare ad altri utenti la propria presenza. In questo modo, quando apriamo un sito Internet possiamo vedere chi c’è o chi c’è stato. Poi Volunia comunicherà agli utenti in tempo reale le persone collegate al sito, alle quali si potrà chiedere l’amicizia in base a un interesse comune”. Eppure mancano una indicizzazione e un collegamento completo alle pagine dei vari siti di social network Facebook, Twitter e Google+.

A suscitare perplessità, in realtà, sono anche le scelte di design. Non solo per la mancanza di quell’essenzialità che è stata la chiave del successo di Google, ma anche per l’abbinamento dei colori e la presenza di tanti pulsanti e icone. Forse, ma guai a considerarlo uno spazio morto. “Ora questo ambiente è fortemente statico, ma è un concetto nuovo di navigazione della Rete. Tramite estensioni, e la maggior partecipazione degli utenti, diventerà un luogo vivo e interattivo, dinamico, dove alla visualizzazione grafica si aggiungerà anche una forma di entertainment legata alla navigazione che renderà il Web un posto diverso, più familiare e personale”. Le premesse e le buone intenzioni non mancano. A scarseggiare sono i quattrini: “Siamo partiti con due milioni. Ora dobbiamo far capire la forza di Volunia per andare avanti”.
 

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