VoIP in Italia: numeri di telefono e regole quando arriveranno? L'attesa dura già da due anni.

La regolamentazione del servizio VoIP con numeri personali assegnati è ferma da oltre due anni. Assoprovider chiede notizie all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

 

Assoprovider, l’associazione di provider indipendenti nata nel 1999 che rappresenta circa duecento aziende distribuite sull’intero territorio nazionale, ha diffuso una nota in cui chiede all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni notizie in merito al VoIP.

Assoprovider fa notare che la regolamentazione del servizio VoIP nomadico in decade 55 è ferma da oltre due anni. La decade 55 è nata per diventare un vero e proprio numero personale, per seguire il cliente indipendentemente dalla locazione geografica dello stesso e dal terminale usato sia in Italia che all’estero. L’associazione, che fra i suoi obiettivi ha quello di colmare il gap che separa l’Italia dai Paesi più informatizzati, sottolinea che «quando l’Europa dà indicazioni perché l’accesso a una tecnologia sia aperto in modo non discriminatorio a tutti i player, l’Italia impiega anni a definire la normativa che ne consenta l’utilizzo».

Il ritardo sulla regolamentazione del VoIP nomadico significa, secondo Assoprovider, un enorme regalo agli operatori della fonia tradizionale, pagato con i soldi dei consumatori a cui è tolta la possibilità di usufruire di servizi altamente innovativi e concorrenziali.

Pertanto, conclude l’associazione, è quanto mai opportuno e anche urgente che vengano rimossi tutti gli ostacoli alla regolamentazione del settore e che si dia slancio all’implementazione di protocolli standard consolidati e nativi quali il SIP (Session Initiation Protocol), al fine di creare un mercato maturo, innovativo e concorrenziale, con benefici per gli utenti e per il sistema Italia nel suo complesso.

Autore: Pierluigi Emmulo

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