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Vita di Marc giovane francese scritta da giornale usando Facebook, Google, Flickr senza conoscerlo

Le Tigre, una rivista francese di cultura alternativa, ha pubblicato un articolo che racconta la vita di Marc, un giovane francese. Tutte le informazioni sono state tratte da quello che il ragazzo ha pubblicato su Flickr e Facebook.

a cura della Redazione
 
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In due anni ha pubblicato su Flickr, il servizio di image sharing di Yahoo!, qualcosa come 17mila fotografie. E non ha mancato di iscriversi a Facebook, il popolare sito di social networking, e di rendere pubblico il suo profilo, completo di numerosi informazioni sulla propria vita professionale e privata e condito con le foto del caso. Si chiama Marc, ha compiuto 29 anni il 5 dicembre scorso ed è diventato l’inconsapevole protagonista di un articolo pubblicato da «Le Tigre», una rivista francese di cultura alternativa.

L’idea di pescare Marc fra i tanti netizen che lasciano le proprie tracce di vita sul web, in forma più o meno pubblica, è venuta al direttore di «Le Tigre», Raphaël Meltz, che ha individuato nel giovane francese un esempio evidente di come la volontà di condividere le proprie esperienze e di ottenere anche una certa visibilità possa compromettere la privacy delle persone. Non è un tema nuovo, quello del rapporto tra riservatezza e web. Nuovo, invece, il modo in cui la rivista francese ha voluto dimostrare la capacità della Rete di penetrare nella vita delle persone, soprattutto se queste ci mettono del loro.

Un collega di Marc, che lavora in uno studio di architettura, ha letto la rivista e ha reso noto al giovane che c’era un articolo che lo riguardava. Una sorta di biografia costruita con tutte le tracce lasciate da Marc su Flickr e su Facebook e registrate dal motore di ricerca di Google. Di Marc si conoscono molti aspetti della sua vita: si sa che è stato fidanzato per due anni con Jennifer, che nella scorsa primavera aveva invece allacciato una relazione con Claudia. Si sa che porta i capelli piuttosto lunghi, che ha un volto delicato con due grandi occhi curiosi. Il direttore della rivista è riuscito a farselo amico su Facebook, scoprendo che Marc spesso viaggia per lavoro, che prende l’aereo, che di recente è stato al matrimonio di due amici, che ha partecipato al battesimo di una nipote. Informazioni e immagini pubbliche, accessibili di fatto a tutti. Ecco perché le proteste rivolte da Marc al direttore sono state pressoché rispedite al mittente. Marc ha ottenuto solamente che la versione on line dell’articolo venisse resa più anonima.

Secondo Meltz il senso dell’articolo è proprio dimostrare che rendere pubblica la propria vita su Internet è pericoloso. Nonostante la preoccupazione e la rabbia iniziali, che lo hanno portato a passare alcune notti insonni, Marc non sembra voler rinunciare a raccontarsi sul web. Secondo il giovane Internet rimane uno strumento bellissimo.

Autore: Arianna Bernardini

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Categoria: Curiosità
Pubblicato il 16/01/2009
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