Virus H5N1 influenza aviaria: come si può trasmettere da uomo a uomo. Dati pubblicati

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Nature ha pubblicato i risultati di uno studio sul virus H5N1 condotto da un team di ricercatori guidato dall’epidemiologo Yoshihiro Kawaoka. Creata in laboratorio una versione mutante del virus.

Andrea Galassi 

Sono stati pubblicati su Nature i risultati di uno studio sul virus H5N1 condotto da un gruppo di ricercatori nipponici e statunitensi guidato da Yoshihiro Kawaoka, epidemiologo presso la University of Wisconsin-Madison. Kawaoka e il suo team hanno creato in laboratorio una versione mutante del virus H5N1, responsabile dell’influenza aviaria, capace di diffondersi con facilità fra i mammiferi e, potenzialmente, anche tra gli essere umani. Attraverso le classiche “goccioline” che seguono a un colpo di tosse o a uno starnuto. Riferisce Nature che il virus “chimera” creato in laboratorio è un ibrido di un virus influenzale umano e dell’aviaria H5N1. Obiettivo dello studio: capire come l’influenza aviaria possa passare all’uomo e divenire pandemica.

In Italia, come nel resto del mondo, le istituzioni sono da tempo al lavoro per mettere a punto un piano che consenta di affrontare al meglio i rischi correlati alle pandemie. Spiega il CNESPS (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute) che il lavoro deve essere svolto nel cosiddetto “periodo interpandemico”, ovvero negli anni che intercorrono tra una pandemia e l’altra. Dal 1997 a oggi, la trasmissione all’uomo del virus H5N1 è stato un evento molto raro. E tutti i casi umani sono stati registrati solo in persone che hanno avuto stretti e ravvicinati con animali malati. Anche se si tratta di un problema in prevalenza veterinario, prosegue il CNESPS, l’attenzione resta molto alta. È per questo che il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità ha deciso di rivolgersi direttamente agli operatori, mettendo a disposizione i materiali e i documenti più utili per veicolare le informazioni corrette sull'influenza aviaria.

Lo studio pubblicato su Nature è da mesi al centro di polemiche, a causa del rischio che la rivelazione del contenuto dello stesso possa dar luogo a fenomeni di bioterrorismo, ovvero all’utilizzo intenzionale di agenti biologici (virus, batteri etc.) per attentati, sabotaggi, stragi e minacce. Gli editori di Nature hanno preso tempo per decidere se rendere pubblici i risultati dello studio di Kawaoka, e alla fine hanno optato per il via libera.
 

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