Virus H5N1 influenza aviaria: come si può trasmettere da uomo a uomo. Dati pubblicati
Nature ha pubblicato i risultati di uno studio sul virus H5N1 condotto da un team di ricercatori guidato dall’epidemiologo Yoshihiro Kawaoka. Creata in laboratorio una versione mutante del virus.
Sono stati pubblicati su Nature i risultati di uno studio sul virus H5N1 condotto da un gruppo di ricercatori nipponici e statunitensi guidato da Yoshihiro Kawaoka, epidemiologo presso la University of Wisconsin-Madison. Kawaoka e il suo team hanno creato in laboratorio una versione mutante del virus H5N1, responsabile dell’influenza aviaria, capace di diffondersi con facilità fra i mammiferi e, potenzialmente, anche tra gli essere umani. Attraverso le classiche “goccioline” che seguono a un colpo di tosse o a uno starnuto. Riferisce Nature che il virus “chimera” creato in laboratorio è un ibrido di un virus influenzale umano e dell’aviaria H5N1. Obiettivo dello studio: capire come l’influenza aviaria possa passare all’uomo e divenire pandemica.
In Italia, come nel resto del mondo, le istituzioni sono da tempo al lavoro per mettere a punto un piano che consenta di affrontare al meglio i rischi correlati alle pandemie. Spiega il CNESPS (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute) che il lavoro deve essere svolto nel cosiddetto “periodo interpandemico”, ovvero negli anni che intercorrono tra una pandemia e l’altra. Dal 1997 a oggi, la trasmissione all’uomo del virus H5N1 è stato un evento molto raro. E tutti i casi umani sono stati registrati solo in persone che hanno avuto stretti e ravvicinati con animali malati. Anche se si tratta di un problema in prevalenza veterinario, prosegue il CNESPS, l’attenzione resta molto alta. È per questo che il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità ha deciso di rivolgersi direttamente agli operatori, mettendo a disposizione i materiali e i documenti più utili per veicolare le informazioni corrette sull'influenza aviaria.
Lo studio pubblicato su Nature è da mesi al centro di polemiche, a causa del rischio che la rivelazione del contenuto dello stesso possa dar luogo a fenomeni di bioterrorismo, ovvero all’utilizzo intenzionale di agenti biologici (virus, batteri etc.) per attentati, sabotaggi, stragi e minacce. Gli editori di Nature hanno preso tempo per decidere se rendere pubblici i risultati dello studio di Kawaoka, e alla fine hanno optato per il via libera.
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