VideoWeed e Btjunkie chiusi come Megavideo: Anonymous pronto all'attacco

Btjunkie ha chiuso

Anonymous intercetta e rende pubblica una comunicazione tra l'FBI e la polizia britannica. Inizia l'offensiva contro le lobby che difendono il diritto d'autore?

 

Le ultime azioni della battaglia in nome della difesa del diritto d'autore hanno messo in agitazione sia i gestori dei servizi di scambio file che gli utenti che li utilizzano, ma non solo: ogni volta che un servizio web viene messo fuori gioco dalle lobby del copyright anche il gruppo hacker Anonymous scende in campo. L'ultima operazione ha preso di mira l'FBI e ha portato all'intercettazione di comunicazioni telefoniche e VoIP tra gli agenti statunitensi e la polizia britannica.

La comunicazione intercettata è disponibile su YouTube e si possono sentire gli agenti che condividono informazioni su indagine relative a hacker e attivisti digitali. L'FBI ha comunicato ufficialmente che la comunicazione è reale e ha avviato un'indagine per identificare i responsabili dell'intercettazione illegale. Anonymous poi è passata all'attaco del sito web della polizia di Boston, rappresaglia per il violento intervento contro il movimento Occupy Boston.

È molto probabile che Anonymous stia articolando una serie di azioni significative per rispondere agli attacchi portati avanti in nome della difesa del diritto d'autore, che hanno recentemente portato alla chiusura di Megaupload e Megavideo e al forte ridimensionamento di altri servizi (come Videoweed), mentre altri, come BTJunkie, hanno deciso volontariamente di chiudere le proprie piattaforme, probabilmente per non incorrere in sanzioni o sequestri.

Per Anonymous (e non solo per loro) si tratta di attacchi contro la libertà degli utenti e contro la circolazione e la diffusione di cultura e contenuti. Così, mentre in Rete gli utenti sono alla ricerca di soluzioni alternative ai servizi non più disponibili, le major della discografia e del cinema dovrebbe capire che l'unico modo per fermare davvero la pirateria è offrire contenuti a prezzi onesti, su diverse piattaforme e compatibili con tutti i sistemi operativi, possibilmente senza lucchetti digitali che limitino gli usi legittimi. Ogni azione repressiva contro servizi e utenti non farà altro che alzare il livello dello scontro frontale e, di conseguenza, la rabbia degli utenti contro un sistema incapace di adattarsi alle tecnologie che cambiano il business.

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