Utenti anonimi o con nickname dovranno essere eliminati da webmaster di blog e forum e provider?
Tim Couch, un parlamentare americano del Kentucky, ha una visione della rete che bandisce la logica della privacy e dell’occultamento della propria identità. Ecco la sua proposta di legge.
Tim Couch, un parlamentare americano del Kentucky, ha una visione della rete che bandisce la logica della privacy e dell’occultamento della propria identità.
A suo avviso tutti gli utenti che frequentano la rete dovrebbero fruire dei servizi esistenti solo mediante l’identificazione chiara e univoca di chi sono nella vita reale. In altri termini qualsiasi post, intervento o utilizzo di ogni strumento di comunicazione o di utilità messo a disposizione dal Web dovrebbe essere effettuato solamente tramite l’inserimento del proprio nome e cognome, il recapito e la propria email verificata.
Lo scopo sarebbe quello di impedire agli utenti di esprimere contenuti ingiuriosi o sconvenienti, cosa che riesce estremamente facile e praticabile quando si è protetti dal velo dell’anonimato.
A sorvegliare che tutto vada bene e che non ci siano comportamenti di utilizzo scorretti dovrebbero essere chiamati in causa in modo diretto i webmaster e gli amministratori dei siti e dei portali. Il loro ruolo sarebbe quello di novelli sceriffi di Internet che dovrebbero proscrivere tutti gli utenti che non si adattano a presentarsi sulla rete in modo del tutto trasparente e riconoscibile, comminando anche multe agli inadempienti.
Tutto questo è stato condensato in una proposta di legge che è stata formulata il 4 marzo.
Le probabilità che possa essere approvata sono effettivamente molto basse, visto che è in pieno contrasto con lo spirito di libertà e anarchia di Internet, ma esprime bene il punto di vista di quella frangia di utenti più timorosi e ostili alla libertà totale di espressione e sempre pronti ad auspicare logiche rigide e preregolamentate di gestione di tutti i processi sociali.
Autore: Pierluigi Emmulo
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