Usa Facebook mentre è in malattia. L'azienda la scopre e la licenzia.
Una dipendente della compagnia di assicurazioni Nationale Suisse è stata licenziata perché colta a utilizzare Facebook durante un giorno di malattia.
Facebook continua a far parlare di sé. Mentre cresce la sua popolarità, emergono anche i rischi legati al’utilizzo poco accorto del social network più famoso al mondo. L’ultimo episodio è raccontato dal giornale svizzero on line «20 Minuten».
Una dipendente 31enne della compagnia di assicurazioni Nationale Suisse è stata licenziata perché colta a utilizzare Facebook durante un giorno di malattia. La donna, di Basilea, aveva chiesto un giorno di riposo perché affetta da una forte emicrania, sostenendo di aver bisogno di stare al buio. Ma qualcuno, dagli uffici aziendali, l’ha vista aggiornare il proprio profilo e il datore di lavoro l’ha convocata in sede per licenziarla. La donna ha provato a spiegare, ma il manager le ha risposto che chi naviga in Rete può anche andare al lavoro.
La protagonista della vicenda ha riferito al quotidiano elvetico di essersi collegata a Facebook mentre era a letto, tramite il suo iPhone. E ha anche lanciato accuse nei confronti della compagnia, colpevole, a suo dire, di averla spiata per un lungo periodo. Due settimane prima di perdere il lavoro, la donna avrebbe ricevuto una richiesta d’amicizia da «Hannelore Müller», un’utente improvvisamente scomparsa da Facebook dopo il licenziamento.
National Suisse ha respinto le accuse della sua ex dipendente e ha spiegato che è stato l’abuso di fiducia a portare all’interruzione del contratto di lavoro, più che l’attività su Facebook. Questione di credibilità, dunque. Ma la compagnia ha deciso di bloccare l’accesso al social network ai suoi dipendenti. Una scelta simile a quella di Poste Italiane.
Autore: Arianna Bernardini
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