L'UE orientata verso la linea dura per colpire i reati sul web. In fase di studio leggi ad hoc.

L'Unione Europea è sempre più orientata a limitare i diritti degli utenti, imponendo in numerosi ambiti una procedura giudiziale sommaria e senza contraddittorio.

Redazione 

La retromarcia ingranata dal Consiglio dell’Unione Europea sull’emendamento 138, inserito dal Parlamento Europeo nel Pacchetto Telecom, sta suscitando in Rete un ampio dibattito sulle conseguenze che potrebbe portare l’approvazione di un testo privo delle tutele fondamentali per i netizen.

Se, infatti, l’emendamento 138 aveva introdotto il principio dell’equo processo, il nuovo testo limita le tutele per gli utenti della Rete a un’equa procedura. Come sottolinea Alessandro Longo su Apogeonline, per perseguire eventuali reati sul web, in caso d’urgenza sarà negato ai netizen un equo processo, ovvero il giudice potrà decidere applicando una procedura che non contempla un contraddittorio e quindi non salvaguarda i diritti dell'imputato. E se la materia del contendere ha riguardato principalmente la tutela del copyright e la lotta alla pirateria digitale, il rischio che si profila all’orizzonte è che il principio dell’equa procedura possa essere esteso a tutti i reati commessi su Internet.

In altri termini, sembra emergere un orientamento volto a considerare il web come una sorta di zona franca o, meglio, come stato di eccezione, dove i diritti fondamentali dei cittadini possono anche essere depotenziati. I netizen sarebbero, di fatto, cittadini di serie B, figli di un dio minore e, di conseguenza, con tutele giuridiche minori. Rischia di essere scalfito, quindi, anche il principio della neutralità della Rete, la possibilità, cioè, di accedere a ogni tipo di contenuto senza incorrere in pratiche discriminatorie da parte dei fornitori di connettività.

L’Europa sta lasciando mano libera ai governi nazionali. L’industria dei contenuti e le lobby a difesa del diritto d’autore continuano a fare pressioni. Proposte di legge ispirate alla Dottrina Sarkozy sono già state sollecitate anche in Italia. La spada di Damocle delle disconnessioni forzate da Internet potrebbe pendere anche sul capo dei netizen italiani.

Autore: Pierluigi Emmulo

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