Trovare file Torrent: motore di ricerca basato su Google dopo condanna Pirate Bay. Quanto resisterà?
Una query creata da ignoti utilizzando la piattaforma di ricerca di Google restituisce una serie di risultati indicanti i file Torrent disponibili in Rete
Peter Sunde, Gottfrid Svartholm Warg, Fredrik Neij e Carl Lundstrom sono stati condannati a un anno di prigione e a una multa collettiva di 3,6 milioni di euro. I quattro gestori di The Pirate Bay e il finanziatore Lundstrom sono stati ritenuti colpevoli di aver favorito la violazione del copyright da parte degli utenti.
Le reazioni alla sentenza contro la Baia non si sono fatte attendere. A partire dai condannati, che hanno già presentato la prima richiesta d’appello, nella quale, tra l’altro, i legali sostengono che non sia stato dimostrato che Lundstrom fosse colpevole del reato principale. Sempre in Svezia, i sostenitori di The Pirate Bay si sono dati appuntamento lo scorso weekend per manifestare nelle piazze di Stoccolma e delle altre principali città.
Ma la protesta è montata anche in Rete. Il sito dell’International Federation of the Phonographic Industry (IFPI) è stato messo ko da un pesante attacco di tipo DDoS, denominato Operation Baylout. IFPI aveva diramato un comunicato in cui esprimeva tutta la sua soddisfazione per la sentenza.
L’iniziativa più originale, però, spetta alla query creata da ignoti utilizzando la piattaforma di ricerca di Google, che restituisce una serie di risultati indicanti i file Torrent disponibili in Rete. I quattro della Baia avevano impostato la loro difesa proprio sulla similarità del servizio offerto dal client con quelli di qualsiasi altro search engine. Con molta probabilità, la pagina verrà chiusa, perché contraria alla policy di BigG. Intanto, gli ISP svedesi hanno già rifiutato di chiudere The Pirate Bay, che rimane attivo.
Autore: Andrea Galassi
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