Terremoto: previsioni nuovo sisma in Sicilia e Calabria. E la profezia Maya non centra

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Una previsione di un forte terremoto nel breve-medio periodo in Calabria e Sicilia è stata fatta dal Dr.Dr. Annibale Mottana. INGV non smentisce.

 

Una previsione che fa paura: un terremoto di forte intensità potrebbe colpire la Calabria e la Sicilia nel breve-medio periodo. E queta olta non centrano i Maya e le loro profezia della fine del mondo nel 2012 o altre previsioni di studiosi che, almeno per il momento, la scienza ufficiale esclude con forza dalle sue cerchie.

La previsione, o per meglio dire lo studio delle probabilità che un sisma di forte intesità sia possibile per le zona calabro-siciliana, è stato annunciata dal Dr. Annibale Mottana durante la sua conferenza di apertura dell’Adunanza Generale Solenne dell’Accademia dei Lincei. Un appuntamento importante, tanto che si è tenuto davanti al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e di diversi ministri.

Il dr. Annibale Mottana ha spiegato che, diversamente dai vulcani, i terremoti non si possono prevedere, spiegando che le previsioni sono impossibili a livello scientifico ma che diversi indicatori, tra cui i tempi di ricorrenza, sembrano suggerire che "...siamo ormai vicini a un prossimo evento devastante nell'arco calabropeloritano".

Lo studioso ha, poi, denunciato la situazione della prevenzione antisismica in Italia dove la mappa sismica non è stata ancora aggiornata e i lavori, iniziati 40 anni fa, sono stati bloccati dalla mancanza di fondi.
La prevenzione e lo studio ha ribadito Mottana, potrebbero evitare migliaia di morti e feriti ed enormi spese per le successive ricostruzioni.

Parere identico a quello espresso dall'INGV. Lo stesso Istituto, dopo il terremoto in Emilia Romagna, ha spiegato più volte che le placche su cui risiede l'Italia sono in fase di riequilibrio e che studi ufficiali si stanno conducendo in Calabria e Sicilia su possibili nuovi terremoti.
 

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Ci sono 3 commenti
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l'importante è non fare sparire la notizia com'è successo qui in Emilia. Prevenire, sapere, capire è meglio che aspettare la devastazione. Venire a raccontare a noi emiliani che la nostra non era una zona ad alto rischio sismico, inserirci in fascia 2 ( e costruire di conseguenza) par proprio che non sia stato utile a nessuno. Se non ci sono state migliaia di vittime è solo per puro caso..qualche ora dopo e la tragedia avrebbe avuto dimensioni enormi. Quindi grazie per la notizia