Terremoto Emilia Romagna, Calabria, Sicilia, Friuli, Veneto: previsioni e rischi aggiornati
Terremoti e nuove scosse continuano in tutta Italia, dal Nord al Sud, Sicilia compresa. Quali sono i motivi? Perchè accadono? Le risposte della scienza.
Continuano le scosse di terremoto dopo il terremoto di ieri tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, tra questa notte e la mattina di oggi ci sono state una decina di scosse di assestamento in Emilia Romagna nella zona di Modena.
Ma è tutta l'Italia a tremare dal nord al sud, Sicilia compresa. Come spiega Franco Mele dell'Ingv ( Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ) da fine maggio si sono registrati circa 1000 terremoti che hanno interessato numerose regioni anche se il centro principale delle scosse rimane la zona dell'Emilia Romagna e della pianura padana.
Statisticamente, negli ultimi anni, sono stati registrati circa 12mila terremoti all'anno in Italia, la maggior parte dei quali con scosse inferiori ai 2 gradi della scala Richter. Ben diversa appare la situazione quest'anno, dopo il numero dei terremoti, come spiega l'esperto dell'Ingv, sarà sicuramente superiore.
Una zona che preoccupa diversi esperti con previsioni ( o come meglio si deve dire probabilità di rischio ) risulta essere la Calabria dove c'è una faglia che storicamente non è stata oggetto di sismi importanti. La preoccupazione è che l'energia si stia accumulando per poi, ance nel corso dei prossimi anni, spriogionarsi violentemente. Non è un allarme, ma è ufficiale che sono in corsi diversi studi nella zona.
Ma è tutta l'Italia, come abbiamo detto a tremare in questi ultimi 20 giorni. Il nostro Paese, secondo diversi scienziati, come Giovanni Gregori, geofisico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sta ruotando in senso antiorario. La parte sud della crosta terrestre spinge contro la parte nord, ma incontrando resistenza intorno alla zona dello Stretto di Messina che fa perno, ruota e si incastra sotto le Alpi.
E' il movimento innescato dalla faglia adriatica, o per meglio dire da quella Africana, di cui la parte adriatica è quella più settentrionale.
I terremoto, come quello di Ravenna o del Friuli Venezia Giulia e Veneto, sono indipendenti tra loro e da quelli Emiliani ma fanno parte di un unico riequilibrio geologico che il sottosuolo italiano sta ricercando.
Da sottolineare anche la scossa di magnitudo di magnitudo 2.3 in Sicilia, nella Valle del Belice che avvenuto alle ore 20:38 delll'8 Giugno, spaventano la popolazione che ricorda il terremoto che durante la notte del 14-15 gennaio del 1968 colpi l'intera zona distruggendo interi paesi e cittadini con un migliaio di feriti e 370 morti.
I terremoti, come ha spiegato chiaramente anche la Commissione Alti Rischi, non si possono prevedere, ma si possono studiare le dinamiche e le probabilità che essi accadono, anche se in conclusione, è sempre la natura, con processi ancora imprevidibili, all'uomo, a decidere.
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