Tempi di accensione e spegnimento computer troppo lunghi: dipendenti denunciano le aziende

Alcune aziende non considerano lavoro effettivo il tempo di accensione dei PC e non lo retribuiscono. I lavoratori si ribellano. Il caso.

Redazione 

Esistono differenti forme di retribuzione dei lavoratori, che fanno capo a diversi tipi di contratti e accordi fra le parti: da quella a cottimo a quella premio, da quella con la partecipazione agli utili a quella a tempo. Quest’ultima prevede che l’ammontare del pagamento retributivo sia proporzionato alla durata dell’attività lavorativa, sulla quale, però, si hanno interpretazioni diverse che possono anche dare luogo a proteste e ad azioni legali.

È quanto sta accadendo all’interno di alcune importanti aziende, come At&T, UnitedHealth Group Inc e Cigna Group. Come riporta Punto Informatico, infatti, gli uffici legali di queste società hanno visto arrivare sulle proprie scrivanie numerose lettere da parte di legali e associazioni di tutela dei lavoratori che lamentano come alcuni momenti della giornata lavorativa non siano considerati lavoro effettivo. In particolare, i lavoratori vorrebbero che venissero conteggiati come tempi di lavoro effettivo anche quei minuti che trascorrono dall’accensione del computer all’effettiva disponibilità operativa dello stesso, così come i tempi necessari allo spegnimento del sistema.

In numerosi ambienti di lavoro, soprattutto nei call center, i datori di lavoro non sono disposti a riconoscere quei tempi come periodi di lavoro che devono essere retribuiti. A detta dei lavoratori che hanno presentato le lettere agli uffici legali delle aziende, si tratta di tempi che possono raggiungere anche i 30 minuti giornalieri.

L’industria dell’hardware e del software sta lavorando da tempo per ridurre il tempo di boot, con l’obiettivo di rendere operativo il sistema operativo sin dal primo minuto. Per far ciò occorre arrivare a un tempo di avvio che rientri al di sotto dei cinque secondi, ovvero meno di un decimo del tempo che mediamente viene richiesto dagli attuali computer. Ma nel frattempo i lavoratori danno battaglia.

Autore: Pierluigi Emmulo

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