Telecom Italia rallenta e limita il P2P su ADSL? Secca la smentita e pronta la spiegazione.
L’Associazione Italiana Internet Provider contro la sperimentazione di Telecom Italia. Ma l’azienda spiega lo scopo delle sue soluzioni di Network Management.
Alcuni osservatori e blogger avevano pensato a un pesce d’Aprile, perché la notizia dell’avvio di una sperimentazione mirata di tecniche di Network Management da parte di Telecom Italia era stata riferita da Punto Cellulare il 1° aprile 2010.
Ma il sito dedicato alla telefonia aveva ragione: Telecom Italia ha iniziato a sperimentare soluzioni di Network Management in 44 località del territorio italiano. In Rete, si è scatenata una polemica sull’iniziativa dell’operatore di TLC: da più parti, infatti, si paventa il rischio che l’ex incumbent possa rallentare e limitare fortemente il traffico generato sui canali P2P e di file sharing. Netta, per esempio, la contrarietà di AIIP (Associazione Italiana Internet Provider).
La sperimentazione, spiega però Telecom Italia, è limitata sia sul piano geografico che su quello temporale (sei mesi la durata prevista), e punta a controllare e migliorare la qualità delle connessioni a Internet tramite strumenti che rallentino le velocità solo in presenza di picchi di traffico. Si tratta di tecniche di Network Management basate su meccanismi volti a ottimizzare l’impegno massimo di risorse di rete da parte di applicazioni che necessitano di un maggior consumo di banda.
Telecom Italia, in altre parole, vuole garantire una sufficiente disponibilità di banda per il funzionamento soddisfacente di applicazioni real time e near-real time, come la navigazione e la posta elettronica.
Autore: Andrea Galassi
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