Telecom Italia indagata e multata per SIM fantasma, ma la colpa era della precedente gestione
Un mercato parallelo di SIM utilizzate per eludere le intercettazioni. L’indagine della Guardia di Finanza. Le accuse a Telecom Italia e la risposta della società di TLC.
Un mercato parallelo di SIM utilizzate per eludere le investigazioni e le intercettazioni: migliaia le schede telefoniche fittizie intestate a persone ignare o decedute, 26 le dealer station – computer utilizzati per l’attivazione delle SIM – sequestrate, 30 le persone indagate per i reati di falso e, in alcuni casi, di frode informatica. È il bilancio dell’indagine “No Identity” avviata un paio di anni fa in seguito alla scoperta che moti spacciatori di droga della zona di Vicenza usavano SIM card false per evitare di essere intercettati.
Le indagine, spiegano le Fiamme Gialle, hanno messo in luce che il traffico avveniva anche con la compiacenza dei venditori delle SIM. Per esempio, titolari di phone center, destinatari di molte schede già attivate e intestate a terze persone, rivendevano le SIM senza aggiornare l’anagrafica delle stesse, a prezzi molto superiori rispetto a quelli di mercato. La GdF ha perquisito la sede centrale di Telecom Italia e 33 punti vendita della rete distributiva della compagnia telefonica operanti in varie regioni del Nord Italia: sono state acquisite presso Telecom tutte le richieste di intestazione di SIM superiori alle 15 utenze e si è accertato che, nel periodo gennaio 2006-ottobre 2007, sono state presentate richieste della specie per un totale di circa 2.400.000 utenze. L’attenzione investigativa, riferisce AGI News, si è concentrata, in particolare, sull’esame delle pratiche istruite da dealers con sede in Veneto.
Secondo gli investigatori, la causa principale di un fenomeno di proporzioni così macroscopiche è da individuarsi nella politica commerciale perseguita da Telecom Italia soprattutto nel triennio 2005-2007: la GdF accusa l’ex incumbent di aver tentato di rafforzare la propria leadership di mercato fornendo dati che dimostrassero l’elevato numero di SIM attivate rispetto agli operatori di TLC concorrenti. Telecom Italia, spiegano le Fiamme Gialle, ha imposto alla rete distributiva obiettivi, in punto di numero di attivazioni di SIM, addirittura aleatori, al cui raggiungimento erano previsti premi incentivanti per dirigenti e funzionari della compagnia preposti alle aree territoriali di cui sopra e per gli stessi dealers. A Telecom Italia è stata comminata una multa di oltre un milione di euro. Nel complesso, le sanzioni irrogate sono pari a 3.474.000 euro.
In merito all’indagine della Guardia di Finanza di Vicenza, Telecom Italia ha diramato un comunicato stampa, nel quale la società precisa che la vicenda si riferisce a un procedimento avviato nel 2007 dalla Procura della Repubblica di Vicenza, già segnalato nelle relazioni sulla gestione a corredo dei bilanci per gli anni 2008 e 2009. Telecom Italia, si legge nella nota, sin dall’inizio del 2008 – così come riconosciuto dagli stessi inquirenti nel verbale di contestazione della sanzione amministrativa – ha operato un drastico cambio di rotta, voluto dall’attuale amministratore delegato della società, Franco Bernabè, insediatosi nel dicembre del 2007. Un cambio di rotta che ha comportato un deciso ridimensionamento del fenomeno. Peraltro, prosegue il comunicato, gli inquirenti hanno dato atto della piena collaborazione alle indagini fornita da Telecom Italia, espressiva della volontà di fare chiarezza sul fenomeno.
Autore: Andrea Galassi
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