Telecom Italia: alzare le tariffe ADSL unbundling per bloccare i licenziamenti?

Secondo indiscrezioni, Telecom Italia avrebbe chiesto ad Agcom di aumentare i canoni di unbundling in cambio del congelamento del piano licenziamenti.

Redazione 

Luigi Lazzari, deputato del PDL e segretario della Commissione permanente Attività Produttive, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dello Sviluppo Economico (dopo le dimissioni di Claudio Scajola, il Ministero è retto ad interim da Silvio Berlusconi, che ha annunciato la nomina di un nuovo ministro per la prossima settimana) e al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi.

Nell’interrogazione, Lazzari chiede se risponda al vero quanto riferito da alcune testate giornalistiche in merito alla presunta richiesta di Telecom Italia al Governo di ricevere un supporto politico per il prepensionamento dei lavoratori e per l’aumento delle tariffe di unbundling, in cambio del congelamento del piano di licenziamenti predisposto dall’azienda guidata da Franco Bernabè.

Secondo la stampa economica, infatti, Telecom Italia avrebbe chiesto ad Agcom di aumentare del 14% i canoni che l’ex incumbent applica agli operatori concorrenti per l’ultimo miglio della rete, nonostante gli aumenti giù riconosciuti negli anni 2008 e 2009.

Il deputato del Popolo della Libertà ricorda, inoltre, che Telecom Italia non sembra interessata ad aderire al piano industriale presentato da Fastweb, Vodafone, Wind – sostenuto anche da Tiscali – per la realizzazione di una NGN sul territorio nazionale. Secondo Lazzari, il complesso dei fatti esposti conferma come l’azienda non intenda prevedere investimenti importanti per la modernizzazione delle reti di TLC, preferendo – conclude il parlamentare – la valorizzazione economica della vecchia rete in rame e lo sfruttamento di una rendita di posizione, entrambe ereditate dall’epoca del monopolio.

Autore: Andrea Galassi

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