Telecom Italia-Tiscali: sempre più insistenti le voci sull'acquisto, ma ci sono problemi antitrust

Tiscali è sempre più nelle mire espansionistiche di Telecom Italia. Ma anche in quelle di Vodafone, che punta all’ISP sardo per creare una propria offerta di servizi Internet cablati e nella telefonia fissa. Ma l'Antitrust non sta a guardare.

Redazione 
Tiscali è sempre più nelle mire espansionistiche di Telecom Italia. Ma anche in quelle di Vodafone, che punta all’ISP sardo per creare una propria offerta di servizi Internet cablati e nella telefonia fissa.

La pole position dell’acquisizione al momento sembra spettare a Telecom, che vendendo Alice France dovrebbe accaparrarsi quella liquidità finanziaria sufficiente a effettuare il colpaccio, sbaragliando la proposta di Vodafone che attualmente non supera il miliardo di euro.

Vodafone però sa bene di potere contare su un alleato non da poco: la Commissione Antitrust. Questa infatti non vede affatto di buon occhio l’espansione di Telecom, già in posizione fortemente dominante nella gestione dei servizi di telefonia vocale su rete fissa e in condizioni di pesante vantaggio anche nell’erogazione di servizi a banda larga non wireless.

Con l’Antitrust anche l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) è sfavorevole all’attacco di Telecom a Tiscali, che prevede una ulteriore paralisi del mercato delle telecomunicazioni nell’ipotesi in cui Bernabè, l’amministratore delegato di Telecom Italia, portasse a termine con successo la sua proposta di acquisto.

Non basta ancora. Nel caso in cui Telecom riuscisse a dimostrare alle autorità italiane che l’OPA a Tiscali non modificherebbe l’assetto attuale del mercato TLC nel nostro paese, dovrà vedersela con la commissione europea, che in più di un’occasione ha espresso opinione sfavorevole verso l’assetto del mercato italiano, in cui troppo pochi operatori controllano una quota troppo ampia del mercato, a danno evidente del consumatore.

Autore: Pierluigi Emmulo

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