Tagli scuola, sanità, dipendenti pubblici in Spending Review. Ma ora serve Agenda Digitale
Dal provvedimento sulla spending review arrivano solo tagli e nessun intervento per favorire l'uso del digitale e della Rete.
I tagli contenuti nel provvedimento sulla cosiddetta spending review sono ormai stati approvati dal Consiglio dei Ministri e hanno suscitato la viva preoccupazione delle parti sociali e di molti cittadini, nonostante così si riesca a evitare l'aumento di due punti percentuali dell'IVA previsto per l'autunno (ma l'aumento rimane comunque in calendario per l'estate del 2013).
Le previsioni su questo decreto sono significative: dovrebbe infatti garantire allo Stato risparmi da 4,5 miliardi nel 2012, da 10,5 nel 2013 e da 11 nel 2014. Da questi risparmi arriveranno anche due miliardi, di cui uno nel 2013 e uno nel 2014, per la ricostruzione del terremoto in Emilia, Lombardia e Veneto, e i fondi necessari per tutelare altri 55.000 lavoratori “esodati” (oltre ai 65.000 già previsti dal ministro Fornero).
Si scrive spending review, ma si pronuncia tagli, in particolare per la pubblica amministrazione: i dirigenti diminuiranno del 20%, il resto del personale avrà il 10% di risorse in meno e i buoni pasto non potranno superare il valore di 7 euro (che in molte città equivale a un panino e a una bottiglietta d'acqua, niente di più). E ancora: ferie obbligate per i dipendenti pubblici a Natale, Capodanno e Ferragosto.
Nel decreto, però, non c'è nessuna indicazione relativa alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e all'attenzione alle nuove tecnologie in ogni passaggio burocratico per contenere i costi. Una delusione, soprattutto perché questo tipo di azione doveva essere un piccolo, importante passo per promuovere la cultura digitale sia nella Pubblica Amministrazione che tra i cittadini.
Anche la Cabina di Regia per l’Agenda Digitale Italiana, del resto, dopo essere stata istituita all'inizio di marzo, avrebbe dovuto produrre un documento finale da sottoporre al governo già alla fine del mese scorso. E invece non è successo nulla, anzi, peggio: il primo pacchetto di norme sull'agenda digitale è già stato rimandato a metà luglio. Dovrebbe arrivare a giorni, quindi, ma c'è il legittimo sospetto che ci possa essere un ulteriore slittamento. Un ennesimo brutto segnale da parte di questo governo sul digitale. Sembra che sia davvero difficile far crescere in questa direzione il nostro Paese.
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