Algoritmo Google: svelati alcuni piccoli segreti. L'obiettivo è arrivare a ragionare come un uomo.

Durante la Gilbane Conference di San Francisco Udi Manber, uno dei principali responsabili del settore ricerche di Google, ha reso noti alcuni dettagli sul search engine.

Redazione 

Durante la Gilbane Conference di San Francisco, Udi Manber, uno dei principali responsabili del settore ricerche di Google, ha reso noti alcuni dettagli sul search engine più famoso del mondo.

L’utilizzo delle query di ricerca di Google è molto semplice per l’utente, ma dietro c’è un processo estremamente complesso. Basti pensare a quante variabili devono essere previste dagli sviluppatori del search: ogni giorno, anzi, ogni momento, Google fornisce a decine di milioni di utenti le risposte alle domande inserite nella form di ricerca, in quasi tutte le lingue del mondo e in pochi centesimi di secondo.

Per fornire tali risultati, Google utilizza più di 100 variabili, in modo da conferire un peso a ogni singola pagine del web. Tra le variabili inserite ci sono la lingua, la collocazione fisica e geografica e le preferenze dimostrate dagli utenti durante le ricerche.

Un team di circa 12 sviluppatori, ha rivelato Manber, lavora ogni giorno per monitorare la qualità dei risultati di BigG, attraverso l’analisi di centinaia di grafici e la creazione di report che vengono poi sottoposti all’attenzione degli ingegneri.

Ogni modifica proposta dagli ingegneri, inoltre, deve superare una fase di sperimentazione che dura numerosi giorni e che viene compiuta su un cluster di server dedicati solo a tale scopo: «Il mio gruppo di ricerca di Google ha a disposizione numerose migliaia di macchine, con capacità di storage misurato in petabyte. Queste unità sono per il nostro uso esclusivo e non vengono utilizzate per fornire i risultati delle vostre ricerche» ha confermato Manber.

L’algoritmo alla base delle ricerche su Google viene aggiornato in continuazione: nel corso del 2007 le modifiche apportate sarebbero state 450.

Ma l’obiettivo di Google, oltre a migliorare il suo search engine, è ancora più ambizioso: trasformare una semplice chiave di ricerca in un’area semantica su cui poter fornire un elenco di risultati pertinenti.

In altre parole, BigG vuole rendere il suo motore di ricerca capace di ragionare come un uomo.

Autore: Pierluigi Emmulo

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