Ict 2016 In Italia: statistiche nuove su vendite computer, PC, server, stampanti, tablet e servizi IT da Assinform

Cresce la vendita degli smartphone, ma cala quello di PC e tablet. I numeri aggiornati del comparto ICT in Italia.

Ict 2016 In Italia: nuove statistiche
 

Sul mercato digitale italiano si può fare affidamento. Lo rivela l'ultimo rapporto Assinform, realizzato in collaborazione con NetConsulting, relativo al comparto ICT. In linea generale viene rilevato che nel 2015 ha fatto segnare un +1%, allontanandosi dal segno meno dello scorso anno, ma soprattutto le prospettive da qui alla fine dell'anno sono pari a una ulteriore crescita dell'1,5%. Tutti i settori sono in crescita, tranne i servizi di rete delle telecomunicazioni, vittime del calo delle tariffe.

Punta di diamante del comparto è stata a vendita degli smartphone (+9,9%), ma è in discesa il mercato del PC. Rispetto allo scorso anno, si registra anche un calo, ancora più pronunciato, nella commercializzazione di tablet. Altri due dati meritano di essere segnalati. A livello territoriale, nelle regioni meridionali, la spese pro capite per impresa e consumatore nel digitale sono solo un terzo della media nazionale. A livello di impresa, in quelle più piccole, tra i 10 e i 49 addetti che rappresentano la maggioranza del tessuto delle aziende in Italia, l'indice di digitalizzazione è ancora molto basso.

A detta del numero uno di Assinform, Agostino Santoni, occorre di conseguenza procedere sul fronte del coinvolgimento della piccola impresa: "Non è pensabile che una fascia che occupa la gran parte dei lavoratori ed esprime più del 50% del Prodotto interno lordo rimanga ai margini dell'evoluzione digitale. Creare le condizioni perché anche il piccolo imprenditore avverta la responsabilità di innovare e di integrarsi in filiere digitali è fondamentale: anche un minimo incremento di produttività, visto il peso della piccola impresa in Italia, è destinato a produrre effetti di assoluta rilevanza". Di conseguenza è decisivo "creare le condizioni perché ciò avvenga, superando l'approccio basato sui soli incentivi fiscali e lanciando programmi di politica industriale inizialmente concentrata su settori a potenzialità elevata ma compressa, a partire dal turismo e dell’agroalimentare".