ICT 2013 in Italia: in calo tutti i settori o quasi nei primi 3 mesi dell'anno

Il settore soffre anche a causa del digital divide rispetto all’Europa. Bene solo i dispositivi mobili.

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Continua a scendere il mercato dell’ICT (Information Communication Technology) in Italia. Una fase decrescente già registrata nel 2012 e che continua anche nei primi tre mesi del 2013, con un calo complessivo stimabile al 7,5%.

Se l’e-commerce, nello stesso periodo, ha dato segnali tutt’altro che negativi, il 44esimo rapporto firmato Assinform in collaborazione con NetConsulting mostra invece come l’ICT, fatta eccezione per i servizi web e i dispositivi mobili, soffra terribilmente il periodo di crisi che sta interessando il nostro paese come il resto d’Europa. Assinform basa le proprie ricerche sul GDM (Global Digital Market) che comprende anche i contenuti digitali dei social e del web in generale oltre che la pubblicità online; un settore che a livello mondiale, nel 2012, ha fatto registrare un 5,2% in più, ma che per il 2013 prevede un calo del 4,2%, con l'IT attestato a un trend di -5,8% e le Tlc ferme a -6,5%, questo almeno secondo le dichiarazioni rilasciate al Corriere.it dal presidente di Assinform Paolo Angelucci.

A pesare sulla situazione italiana invece, oltre a una generale instabilità, anche i ritardi nell’attuazione dell’Agenda Digitale, strumento utile e quanto mai necessario per cercare di ridurre il digital divide rispetto all’Europa: qui i dati dicono che l’accesso alla banda larga in Italia è fermo al 55% delle abitazioni contro una media europea del 73%.

Altro capitolo nero quello degli investimenti in innovazione: basti pensare che in Italia, nel 2012, gli investimenti in tecnologie digitali sono diminuiti per le grandi aziende dello 0,9%, per le medie del 2,1% e per le piccole del 3%. A far sorridere, in definitiva, non restano che i dispositivi mobili con percentuali di vendita maggiori alle medie europee e mondiali sia per quanto riguarda gli smartphone che i tablet.