Privacy, cellulari e nuove tecnologie: spiati per 6 mesi con chip RFID e Bluetooth senza saperlo

Oggi esistono delle soluzioni tecnologiche che permettono di effettuare dei controlli su tutti gli spostamenti di una persona senza che questa ne venga a conoscenza: sono lo RFID e il Bluetooth.

Redazione 

Monitorare il comportamento e le attività di una persona è il sogno di ogni sistema poliziesco e il terrore di ogni cittadino che tiene alla propria privacy. In effetti oggi esistono delle soluzioni tecnologiche che permettono di effettuare dei controlli su tutti gli spostamenti di una persona senza che questa ne venga a conoscenza.

Il primo di questi metodi si basa sui chip RFID (Radio Frequency IDentification, ossia Identificazione a radio frequenza), che sostanzialmente trasmettono segnali tramite cui è possibile rilevare la posizione di una persona e tracciarne gli spostamenti. Sono stati impiegati con successo per tenere sotto controllo i movimenti di ex carcerati, in modo da verificare che non si trovassero ancora in situazioni lesive per la sicurezza della comunità.

Se però si vuole effettuare per esempio un monitoraggio di tutta la popolazione di una città, la soluzione più conveniente si basa sull’impiego dei telefonini con Bluetooth. I segnali emessi dal Bluetooth infatti possono essere intercettati e da questi si può risalire alla posizione precisa del cellulare.

Questo sistema è stato sperimentato a Bath, nel Regno Unito, dove circa diecimila telefonini sono stati tenuti sotto traccia permettendo di conoscere gli spostamenti di ogni possessore per un periodo di sei mesi. Il problema – che non può non destare preoccupazione – è che nessuno dei cittadini di Bath è stato previamente informato del fatto che sarebbe stato tenuto sotto controllo. Il Grande Fratello è più vicino di quanto si possa immaginare...

Autore: Pierluigi Emmulo

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