Spending Review: tagli statali buoni pasto, ferie, licenziamenti ufficiali ma non uso Internet
Tagli a buoni pasto degli statali, novità su permessi e ferie, licenziamanti. Il tutto per aumetare la produttività. E l'uso di Internet?
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo decreto sulla Spending Review, provvedimento che, secondo stime e calcoli, garantirà risparmi da 4,5 miliardi nel 2012, da 10,5 nel 2013 e da 11 nel 2014, da cui arriveranno due miliardi, di cui uno nel 2013 e uno nel 2014, per la ricostruzione del terremoto in Emilia, Lombardia e Veneto, ed anche i fondi per salvaguardare altri 55.000 lavoratori esodati, in aggiunta ai 65mila inizialmente salvaguardati dal ministro Fornero.
L'importo complessivo è di 1,2 miliardi a partire dal 2014. Ma gran parte dei fondi servirà ad evitare l'aumento dell'Iva, congelato fino al 2013. Diversi i tagli che colpiranno Pubblica amministrazione e dipendenti pubblici, dal taglio degli uffici dirigenziali di almeno il 20% e delle risorse destinate al personale non dirigenziali di almeno il 10%, alla riduzione, in vigore a partire dal primo ottobre 2012, del valore dei buoni pasto per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche che non potrà più superare i 7 euro.
Inoltre, il nuovo Dl stabilisce che ferie e riposi per i dipendenti pubblici, anche dirigenti, saranno obbligatori a Natale e Ferragosto e gli uffici rimarranno chiusi.
C’è chi non ci sta, come molti dipendenti statali, che ritengono le nuove misure siano di troppo accanimento nei loro confronti, ma anche chi ritiene che i tagli stabiliti possano anche esser giusti, purchè portino ad un aumento dell’efficienza.
Emblematica a tal proposito una lettera pubblicata sul Corriere della Sera online di un dipendente pubblico, indirizzata al premier Monti e in cui si legge ‘È davvero triste essere considerati dal governo un ramo secco da tagliare… Non si fa più carriera all'interno degli uffici. Ci hanno tolto tutto. Persino la dignità di essere chiamati funzionari dello Stato. Siamo solo dei numeri, anzi delle sigle astratte: F1, F2, F3… Senza i lavoratori pubblici non ci sono nemmeno i servizi pubblici. Chi combatterà l'evasione, se mandiamo a casa gli statali? Chi starà nelle corsie a occuparsi dei malati? Chi si occuperà della tutela del patrimonio culturale? Eppure in Italia sta succedendo proprio questo”.
Un miglioramento della produttività dovrebbe per forza passare anche da Internet e dell'ICT come avevamo già scritto su queste pagine e lo stesso CNEL avevamo proposto al Governo Monti prima della stesura della Spending Review. Ma nel decreto, purtroppo, non ce ne è traccia.
Infatti, il CNEL, Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, per individuare meglio le aree di intervento e risparmio, aveva ipotizzato alcune azioni e tagli da intraprendere, ma in maniera graduale nel tempo.
Punto focale su cui si concerta il Cnel sono le potenzialità di Internet. Per far risparmiare la pubblica amministrazione, infatti, si potrebbe semplicemente puntare sull'informatica e sui servizi di Rete, prendendo come esempio Stati Uniti e Regno Unito che “hanno sviluppato progetti che prevedono l'accessibilità online dei servizi di tutte le amministrazioni centrali e locali attraverso un unico ingresso”, utilizzando anche il cloud computing, che permetterebbe ingenti risparmi. Lo stesso potrebbe valere anche per il mondo della sanità: le ASL, infatti, potrebbero iniziare a contenere le spese usufruendo di servizi come ricette, certificati e comunicazioni in generale online.
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