Smartphone 3D entro 2010 senza occhialini da Sharp

Sharp ha presentato all'IFA 2010 una nuova generazione di schermi che permettono di vedere immagini in 3D senza bisogno di occhialetti. Ideali per smartphone e tablet PC.

Redazione 

Le tecnologie 3D sono le protagoniste indiscusse dell’IFA 2010. Gli obiettivi delle più importanti industrie hardware sono quelli di portare la visualizzazione tridimensionale su tutti i dispositivi dotati di display. Inoltre, gli sforzi vanno in due direzioni parallele: tecnologie che impiegano gli appositi occhialini per il 3D e soluzioni che permettono di vedere in 3D a occhio nudo.

A questa seconda fattispecie appartiene uno dei risultati sperimentali che Sharp ha presentato alla kermesse. In particolare, Sharp mira a realizzare dei display per smartphone e tablet PC con visione tridimensionale immediata. Proprio gli smartphone sono quei dispositivi che più difficilmente un utente è disposto a guardare indossando prima degli occhialini, perciò una tecnologia capace di rendere in 3D le immagini di uno schermo di piccole dimensioni è la prossima meta da conquistare.

I risultati conseguiti finora sono incoraggianti: ponendo il display autostereoscopico da 3,8 pollici a una distanza di circa 30 centimetri dagli occhi, è possibile avere delle immagini tridimensionali convincenti. Il difetto più evidente è che i contorni rimangono spesso troppo netti e si ha la sensazione di una collocazione spaziale degli oggetti rappresentati un po’ artificiale. In generale però la traiettoria da seguire nei reparti di ricerca e sviluppo Sharp è già chiara e si tratta solo di migliorare i dettagli.

Sharp ha anche mostrato dei display da 10,6 pollici, progettati per essere collocati in una nuova generazione di tablet PC. In questo caso, per fare sì che la parallax barrier technology – la tecnologia utilizzata dall’industria giapponese per effettuare la stereoscopia tridimensionale a occhio nudo – possa essere efficace, è necessario guardare questi schermi più grandi a 50 centimetri di distanza. Il risultato è ancora più convincente di quello ottenuto con gli schermi da smartphone.

Autore: Andrea Galassi

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