Skype, VoIP, Messenger, Blog, Social Network: troppe informazioni, meno produttivitą in azienda

L'uso di tutti i nuovi strumenti di comunicazione via Internet produce una riduzione della produttivitą in azienda. Lo dice una ricerca condotta da Basex.

Redazione 

L’evoluzione di Internet e del Web ha portato a introdurre nell’utilizzo quotidiano una pletora di nuove opportunità, come i blog, i wiki, i programmi di instant messaging (per esempio MSN Messenger, Yahoo! Messenger, Skype e Gtalk) e un’inflazione di portali di social network (per tutti YouTube, Myspace o Flickr).

Se questa fioritura di nuove occasioni di impiego della rete è estremamente interessante per gli utenti che vogliano impiegare il tempo libero, non è altrettanto vantaggiosa per la produttività aziendale.

Dati precisi vengono da una ricerca condotta da Basex nelle imprese statunitensi che hanno dato campo libero alla diffusione interna delle opportunità offerte dal Web 2.0. Sono dati tutt’altro che confortanti.

Il titolo della ricerca è “Information Overload: We Have Met the Enemy and He is Us” (“Sovraccarico di informazioni: abbiamo incontrato il nemico e siamo noi”).

L’esito dell’indagine mette in chiaro che complessivamente le interruzioni dal lavoro procurate da telefonate, email e chat su instant messenger ammontano al 28% del tempo di lavoro degli impiegati che svolgono un’attività concettuale. Questo si traduce in una perdita di 28 miliardi di ore che invece di essere dedicate al lavoro produttivo si bruciano in queste attività quasi sempre inconcludenti.

Se si vuole attribuire un valore economico al danno apportato da questa dispersione di energie, la stima proposta da Basex è di 588 miliardi di dollari.

In sostanza il Web 2.0, quando usato in modo non direttamente finalizzato alla crescita dell’azienda, è diventato uno dei più grandi problemi del mondo del lavoro aziendale americano.

Ovviamente non è possibile imporre soluzioni draconiane come l’eliminazione completa in un’azienda degli strumenti del Web 2.0 – e in generale delle applicazioni che consentono un più facile contatto tra persone –, perché significherebbe stroncare una dimensione che sta comunque contribuendo in modo determinante alla crescita delle imprese.

Bisognerebbe piuttosto introdurre un’etica dell’utilizzo di queste applicazioni, educando il personale alla gestione oculata delle email, a non indugiare in chat quando con uno scambio in viva voce o per telefono si può dire tutto impiegando la metà del tempo, a evitare la frequentazione di siti di social network durante le attività lavorative quando non sia direttamente attinente al lavoro.

Autore: Pierluigi Emmulo

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