Skype: privacy in pericolo come dimostrano intercettazioni sulle ragazze delle feste di Berlusconi
Secondo Privacy International, Skype non fornisce sufficienti garanzie per la protezione dei dati degli utenti e delle comunicazioni effettuate. Ne sanno qualcosa le ragazze ospiti ad Arcore.
Skype non fornisce sufficienti garanzie per la protezione e la tutela dei dati personali e delle comunicazioni effettuate dagli utenti del servizio. L’accusa è stata mossa dalla Privacy International.
L’attuale interfaccia di Skype, anziché basata su user name univoci, prevede l’impiego di nomi completi nelle liste dei contatti. Un sistema che rende semplice per chiunque assumere l’identità virtuale di altri utenti. A preoccupare Privacy International sono anche la mancanza del supporto per i download con protocollo HTTPS e l’impiego di un sistema di compressione audio VBR che, nonostante sia criptato, risulta piuttosto vulnerabile. Un sistema che permette di identificare le frasi con un’accuratezza del 50-90%.
Ne sanno qualcosa anche alcune delle ragazze coinvolte a vario titolo nell’inchiesta sui presunti festini che si sarebbero tenuti nelle residenze di Silvio Berlusconi. Secondo quanto riferito da Repubblica.it, infatti, nel mare di documenti ci sarebbe anche una conversazione tra Elisa Toti ed Adriana Verdirosi intercettata proprio su Skype.
Autore: Marcello Tansini
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