Sito chiuso dal Ministro Fornero: i motivi e la storia vera

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La chiusura del sito web dplmodena.it non è stata decisa dal ministro Elsa Fornero. La leggerezza (le leggerezze?) di Eufranio Massi, direttore della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena.

Marcello Tansini 

Il sito web della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena riprenderà la propria attività informativa. Lo ha assicurato il ministro del Lavoro Elsa Fornero, riferisce l’agenzia di stampa Ansa. E la decisione di provvedere alla immediata chiusura di dplmodena.it non è stata assunta da Fornero, ma da Matilde Mancini, segretario generale del Ministero del Lavoro.

La nota inviata alla DTL di Modena da parte di Mancini spiega che la chiusura del sito web è stata decisa «al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali». Ora, grazie all’intervista realizzata da Anna Masera per La Stampa, i motivi che hanno spinto Mancini a chiedere la chiusura del sito della DTL di Modena sembrano più chiari. Eufranio Massi, direttore della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena, avrebbe pubblicato il testo della riforma del lavoro prima che lo stesso fosse ufficiale, «e quindi prima di noi al Ministero, quando ancora mancavano tutte le firme», ha spiegato il ministro Fornero. Massi avrebbe scaricato il testo della riforma del lavoro dal sito web de Il Sole 24 Ore, per poi diffonderlo online attraverso dplmodena.it.

E ancora, ha aggiunto Fornero: «Se così fosse, e se fosse solo questo il motivo per la chiusura del sito, la riterrei una punizione eccessiva per un eccesso di intraprendenza che va bene nei giornali ma non po’ meno nelle Istituzioni, ma che non mi sembra talmente grave da giustificare l’oscuramento, per cui chiederei di farlo riaprire». Stando a quanto reso noto da Ansa, la riapertura di dplmodena.it è vicina.

Nuovi particolari sulla vicenda sono stati forniti da Il Fatto Quotidiano. L’ufficio stampa del Ministero dell’Interno ha dichiarato al quotidiano che la leggerezza commessa da Massi è solo l’ultimo di una serie di episodi inerenti a un problema di forma e di contenuto. Massi e lo staff della Direzione Provinciale di Modena, quindi, potrebbero aver agito più volte in contrasto con le linee guida elaborate dal Ministero del Lavoro. Sul caso è tornato a esprimersi l’avvocato Guido Scorza, esperto di informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie.

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