Video porno gratis su Internet: YouPorn, Porntube e Xtube mettono in crisi l’industria a luci rosse

I nuovi portali di condivisione di file porno stanno mettendo in difficoltà le major della pornografia.

 

Negli anni Novanta i siti pornografici avevano l’indiscusso e incontrastabile primato di essere quelli che fatturavano meglio nell’e-commerce.

Tutte le perplessità che animavano i consumatori nell’acquisto di oggetti online sembravano magicamente sciogliersi di fronte alla possibilità di accedere ad ampi repertori fotografici porno o ai primi video.

Oggi questo primato sembra essere messo in crisi proprio dal modello del Web 2.0.

Se è vero che YouTube proibisce la pubblicazione di video con contenuti pornografici, immediatamente sono nati altri portali, come YouPorn, Porntube e Xtube, che funzionano come YouTube ma con un preciso orientamento erotico.

In questi portali appaiono sia contenuti porno professionali e semiprofessionali che video amatoriali uploadati dagli utenti. Gli stessi video di maggior qualità sono prodotti spesso da piccolissime realtà che realizzano clip in cambio di pubblicità o comunque con prospettive di ricavo minime.

A causa di queste nuove realtà, un gruppo come Vivid dal 2004 a oggi ha dimezzato il proprio fatturato sui video erotici e pertanto, come altre grandi aziende del settore, sta considerando la possibilità di acquistare questi portali.

Il fondatore di YouPorn si dice pronto alla cessione del sito, al costo di 20 milioni di dollari. Una cifra esigua considerando i vantaggi economici che potrebbero sortirne dalla gestione attuata da una major...

Autore: Pierluigi Emmulo

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