Sistema informatico sanitario: per rinnovarlo ci vogliono 17,5 milioni di euro. Non sono troppi?

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Per rinnovare il sistema informatico sanitario in Italia servono più di 17 milioni di euro.

Redazione 

NSIS e SiVeAS. Due acronimi che, forse, alla maggior parte delle persone dicono poco, ma che indicano due strutture per le quali il governo italiano è disposto a spendere ben 17,5 milioni di euro in tre anni.

NSIS sta per Nuovo Sistema Informativo Sanitario, mentre SiVeAS indica il Sistema nazionale di Verifica e controllo dell’Assistenza Sanitaria. Il ministro del Welfare Sacconi ha deciso di promuovere un bando per migliorare e ottimizzare le due aree di lavoro.

Federico Ferrazza, su L’Espresso, ha fatto due conti. Nel capitolato tecnico, si prevedono 16.432 giorni/persona per i due progetti. Significa che saranno necessarie circa 30 persone che lavorino a tempo pieno per almeno 200 giorni l’anno. Ognuna di esse guadagnerebbe uno stipendio di oltre 16 mila euro al mese per tre anni. Non saranno troppi? Secondo alcuni addetti ai lavori contattati da Ferrazza la cifra è sproporzionata. Ma il giornalista scrive che lo spreco non si limita a questo aspetto. Il bando, infatti, è rivolto solamente alle aziende con un fatturato minimo di 35 milioni di euro nel triennio 2005-2007 e con un giro d’affari di 12 milioni di euro nei servizi di consulenza strategica, organizzativa e gestionale nell’ambito del servizio sanitario nazionale. Rimangono fuori la maggior parte delle piccole e medie imprese del settore, quindi. E nei servizi richiesti non figura la consulenza informatica.

Per un bando da 17,5 milioni di euro che deve favorire lo sviluppo di un sistema informativo sanitario, ovvero di un database di dati, e di una struttura di controllo e verifica, l’assenza di requisiti informatici appare davvero bizzarra.

Autore: Pierluigi Emmulo

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