Carte di credito rubate e clonate: 200 dollari per comprarne 500. Ecco come funziona.

Symantec ha diffuso il report semestrale dello stato della sicurezza in rete, elaborato sulla base delle informazioni riguardanti il periodo compreso tra luglio e dicembre del 2007.

Redazione 

Symantec ha diffuso il report semestrale dello stato della sicurezza in rete, elaborato sulla base delle informazioni riguardanti il periodo compreso tra luglio e dicembre del 2007.

Complessivamente il 65 per cento dei software sviluppati nel 2007 sono finalizzati a minare in sistemi di sicurezza e a forzare la difesa dei dati personali. L’obiettivo degli attacchi è sempre più quello di indurre le persone a scoprirsi piuttosto che semplicemente a forzare i sistemi.

In pratica i malintenzionati cercano di arrivare a carpire informazioni preziose, come password o numeri di carte di credito, attraverso un’interazione diretta con gli utenti, che sprovvedutamente cadono nelle trappole che gli vengono tese.

Nel complesso sono oltre un milione le minacce di tipo phishing che hanno invaso la rete, mentre i siti contenenti vulnerabilità che permettono agli hacker di inoculare codici nefandi per i visitatori sono migliaia. In tutto questo i webmaster stentano ad applicare i giusti sistemi di difesa.

Ovviamente intorno alle identità rubate c’è tutto un universo di operatori che si occupano di trarne il maggiore profitto. Per esempio esistono forum di breve durata in cui si attuano compravendite di numeri di carte di credito: pagando 200 dollari si possono avere i dettagli di 500 carte di credito, mentre può salire fino a 1.000 dollari il costo relativo alle informazioni su un conto corrente, comprensivo delle informazioni sulla liquidità del correntista.

Anche il traffico delle identità ha un suo valore di mercato: nomi, date di nascita, indirizzi, numeri di previdenza sociale possono costare da 1 a 15 dollari, con un prezzo più alto da pagare per quelle dei cittadini europei, che permettono più accessi rispetto a quelle americane, molto più ingessate in procedure di controllo.

Autore: Pierluigi Emmulo

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