Sesso online e siti web erotici: troppo uso provocherebbe depressione, ansia e stress secondo studio
Secondo uno studio condotto dallo psicologo Marcus Squirrel della Swinburne University of Technology di Melbourne, le persone che frequentano i siti di sesso in Internet soffrono di depressione, ansia e stress.
Ci hanno detto che i siti di social network oramai raccolgono più consensi e visite dei siti porno. Ora ci dicono anche che chi visita pagine web a luci rosse può avere conseguenze preoccupanti per la propria salute mentale.
Secondo uno studio condotto dallo psicologo Marcus Squirrel della Swinburne University of Technology di Melbourne, le persone che frequentano i siti di sesso in Internet soffrono, in proporzioni definite allarmanti, di depressione, ansia e stress.
Queste persone sono per la maggior parte maschi, con un livello educativo medio-alto e un’età che varia dai 18 agli 80 anni. E cosa fanno questi voyeur incalliti che passano almeno 12 ore a settimana nel web proibito ai minori? Scaricano video e immagini pornografiche, inviano e ricevono email con contenuto erotico, qualcuno si spinge anche a partecipare a sessioni cam per praticare sesso virtuale ed esibirsi in performance solitarie. Il 65% degli intervistati afferma anche di aver incontrato qualcuno di persona, dopo il rendez-vous virtuale.
E secondo Squirrel, tra queste persone c’è un alto tasso di cattiva salute mentale:il 27% soffrirebbe di depressione, da moderata a grave, il 39% avrebbe alti livelli di ansia, il 35% presenterebbe stress da moderato a grave.
Solo che dalla ricerca non risulta chiaro il nesso causa-effetto. Squirrel, infatti, suggerisce due ipotesi: chi trascorre tanto tempo su Internet dedicandosi a queste pratiche, sottrae tempo alla vita reale e conduce una vita sociale molto ridotta. Ma c’è anche l’altra ipotesi: è possibile che queste persone ricerchino esperienze proibite sul web proprio per attenuare lo stress, per risollevare l’umore, per alleviare la propria ansia.
Resta il fatto che non sono pochi coloro che nel mondo si rivolgono a specialisti, perlopiù psicoterapeuti, per superare la propria dipendenza dal sesso virtuale. O, nel caso di Michael Douglas, quella da sesso reale.
Autore: Pierluigi Emmulo
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