Sclerosi multipla: sperimentazione in Emilia Romagna e Toscana gratis. Come funziona

Al via la sperimentazione del metodo Zamboni

La sperimentazione del metodo Zamboni per la cura della sclerosi multipla è ai nastri di partenza. Sono interessati 700 pazienti in 19 centri regionali.

Fabio Lepre 

C’è uno stanziamento di 2,7 milioni di euro a supporto della sperimentazione del metodo Zamboni per la cura della sclerosi multipla. La somma, a copertura totale delle spese, è stata messa a disposizione dalla Regione Emilia Romagna. Si tratta di un rilevante passo nel campo dell’innovazione medica che, al di là dell’efficacia e delle inevitabili polemiche, non poteva che finire sulle pagine di un sito come Webmasterpoint sempre attento al progresso a 360 gradi. E poi, la cura Zamboni ha trovato in Facebook e YouTube due alleati. Sono tanti i gruppi che sostengono e vogliono sapere di più sul metodo del chirurgo vascolare ferrarese.

Uno dei punti centrali e più discussi è l’abbandono dei farmaci. Secondo Zamboni esiste una nuova concausa della sclerosi multipla: l’insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (nota in campo medico con il codice CCSVI) da risolvere chirurgicamente intervenendo sull’ostruzione con un palloncino inserito nelle vene giugulari. Il finanziamento della Giunta Errani servirà ad effettuare sperimentazioni e verifiche su 700 pazienti in 19 centri fra Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto. Il nome del progetto è Brave Dreams (sogni coraggiosi), acronimo di BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis.

Secondo l’assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna, Carlo Lusenti, la sperimentazione “è assolutamente indispensabile, vista la grande incertezza a livello nazionale e internazionale circa l’utilità clinica dell’intervento, per rispondere in modo serio alle comprensibili aspettative dei pazienti e dei loro familiari”. Tuttavia, non si tratta di un metodo condiviso. La Società Italiana di Neurologia, ad esempio, ha invocato l’immediato stop al progetto perché “contiene informazioni non veritiere, che possono comportare disorientamento nelle persone affette da sclerosi multipla e con possibili riflessi negativi anche sulla loro salute”.

Nel campo della medicina applicata alla sclerosi multipla, è da poco disponibile anche in Italia Fingolimod, farmaco orale sviluppato da Novartis da prendere al mattino. A detta dei promotori avrebbe una efficacia due volte superiore rispetto alle terapie di prima linea finora applicate.

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