Scaricare film e musica pirata: ACTA, SOPA e altre leggi servono poco. La soluzione

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Proporre e attuare leggi repressive non sembra essere la migliore risposta al calo delle vendite lamentato dall’industria dei contenuti. La soluzione ideale passa per nuovi modelli di distribuzione e di business.

Andrea Galassi 

ACTA, SOPA, PIPA. Acronimi che indicano proposte di legge e trattati volti a contrastare la contraffazione di prodotti e la pirateria digitale. Borse, abiti, accessori, film, musica, software e qualsivoglia altra merce e file che può essere contraffatta e piratato. Regolamentare e normare il mercato della distribuzione di contenuti digitali è giusto e doveroso. Tuttavia, è altrettanto necessario che le proposte siano il più possibile condivise, e che si ascoltino le posizioni di tutti gli attori del mercato, incluse le associazioni dei consumatori.

Non appare necessario, invece, il ricorso ad approcci repressivi. Anzi, sembra piuttosto controproducente. Non c’è alcuna evidenza che il download di contenuti digitali veicolati in Rete in violazione della proprietà intellettuale sia la causa primaria del calo delle vendite. Anzi, alcuni studi di mercato indicano che proprio il ricorso al P2P e al file sharing, ancorché illegale, consenta agli artisti di far conoscere il proprio lavoro e contribuisca «a innescare un circuito virtuoso in cui il denaro risparmiato sull’acquisto di un CD può essere speso altrove», spiega Wired Italia.

Si immagini un mondo in cui non v’è traccia di pirateria digitale. E in cui CD, DVD e altri prodotti e/o servizi continuino a essere proposti a prezzi che i consumatori ritengono troppo elevati. Cambierebbe qualcosa? Chi comprerebbe un DVD o un Blu-ray Disc o, ancora, un CD? Il calo delle vendite non può essere imputato in maniera univoca alla pirateria digitale.

ACTA, SOPA, PIPA e compagnia, dunque, appaiono essere approcci del tutto sbagliati. «L’unica cosa da non fare è cercare di combattere la pirateria», sostiene Timo Boezeman, digital publisher della società olandese A.W. Bruna Uitgevers B.V., atteso a Milano per la conferenza internazionale IfBookThen promossa da Bookrepublic. Boezeman ha chiarito il suo pensiero in una intervista resa a Riccardo Bagnato de La Repubblica. Anche gli ebook sono finiti nel mirino dei “pirati”, ma «non è vero che un download illegale di un libro elettronico equivale automaticamente a una vendita mancata», spiega Boezeman. Secondo l’esperto, i principali ostacoli per la crescita del mercato editoriale sono la paura, l’ignoranza, il credere che gli utenti vogliano per forza tutto gratis, e il credere di poter combattere la pirateria con leggi nuove e modelli di business vecchi.

Quale, dunque, la soluzione migliore per l’industria dei contenuti, per gli artisti, per gli autori, e per i consumatori? Modernizzare i modelli di distribuzione e di business, fornire contenuti di qualità, e a valore aggiunto, a prezzi equi e ragionevoli, garantire la piena compatibilità dei formati su molteplici dispositivi. E seguire e implementare strategie quali quelle attuate da Netflix e Hulu.

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