Sbloccare iPhone e programmi protetti: un giovane di 20 anni continua a battere Apple

Il giovane hacker statunitense George Francis Hotz continua a realizzare software capaci di sbloccare iPhone e superare le limitazioni imposte dall'azienda di Cupertino all'utilizzo del melafonino.

Redazione 

Di George Francis Hotz, 20 anni, bestia nera di Apple, abbiamo già parlato. Bastia nera di Apple perché il giovane hacker statunitense passa gran parte del suo tempo a cercare soluzioni per bypassare le limitazioni imposte dall’azienda di Cupertino all’utilizzo di iPhone.

La sfida di George ad Apple è iniziata due anni fa, quando il giovane si è messo in testa di trovare un modo per evadere l’obbligo di abbonamento ad AT&T, il carrier che negli USA ha l’esclusiva per il melafonino. È proprio il lavoro intrapreso da George che ha dato il via all’utilizzo sempre più frequente del termine jailbreak, che significa, appunto, evasione, racconta Valerio Gualerzi su Repubblica.it.

Dall’estate del 2007, il giovane hacker non ha fatto altro che dedicare il suo tempo a portare avanti la sua personale battaglia contro Apple. Personale si fa per dire, visto che i suoi sforzi sono sostenuti da un’ampia community di hacker e, a quanto riferisce Gualerzi, anche dalle aziende interessate a entrare nel business generato dalle applicazioni per iPhone, che, come è noto, devono ricevere parere positivo dall’azienda di Cupertino prima di trovare posto su App Store.

L’ultimo lavoro di George si chiama Blackra1n e consiste in un software in grado di sbloccare iPhone in soli due minuti. Gli utenti devono solo collegare il melafonino al PC, lanciare l’applicazione disponibile sul blog di Hotz, e premere un bottone. Apple sta lavorando per tentare di bloccare l’azione di George e della Jailbreak Community, senza trascurare l’eventualità di ricorrere a una causa legale per violazione delle normative sul copyright.

Autore: Marcello Tansini

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