Samsung Galaxy S 3: miglior cellulare Android non è Ice Cream Sandwich Google
Il nuovo smartphone top di gamma della serie Galaxy S è candidato al vertice del mercato dei telefonini Android. Ma dell’esperienza Pure Google non c’è traccia. Come su Amazon Kindle Fire.
La filosofia open source alla base di Android rischia di penalizzare Google. «Google has lost control of Android», scrive Joe Wilcox di BetaNews. Forse, a dirla tutta, BigG non ha mai avuto il controllo della sua creatura. Forrester Research prevede che i sistemi Android proprietari, su tutti quello sviluppato da Amazon per Kindle Fire, metteranno la freccia e sorpasseranno l’ecosistema Google Android entro il 2015. In altri termini, l'universo Android rischia di frammentarsi in molteplici ecosistemi.
Samsung Galaxy S III è il candidato numero uno al trono del regno Android. Il nuovo smartphone della serie Galaxy S, al pari dei precedenti modelli, impiega codice Android. Ma Samsung è intervenuta con mano pesante nel personalizzare la piattaforma. C’è l’interfaccia utente TouchWiz, e ci sono anche servizi e applicazioni proprietarie che arricchiscono, e in parte modificano, l’esperienza originaria di Android. Chi ha aggiornato il proprio Samsung Galaxy S II ad Ice Cream Sandwich avrà notato differenze minime rispetto all’uso dello smartphone con Android 2.3.x Gingerbread. Perché TouchWiz è altamente pervasiva. La cosiddetta esperienza Pure Google è assicurata solo dagli smartphone Android a brand Google. E se è vero che Galaxy Nexus è costruito da Samsung, è altrettanto innegabile che il più recente Pure Google phone non sia un campione di vendite. Samsung Galaxy S di prima generazione e Samsung Galaxy S II hanno invece ottenuto un grande successo presso i consumatori. Contribuendo a trascinare Samsung al vertice del mercato mondiale dei telefonini in termini di unità vendute.
Samsung non è ancora giunta ai livelli toccati da Amazon. Jeff Bezos e compagnia hanno di fatto sfruttato il codice Android per proporre sul mercato un tablet, il Kindle Fire, legato a doppio filo con un app store proprietario. Amazon, in altri termini, ha dato vita a un proprio ecosistema, del tutto svincolato da Google play (ex Android Market). E Kindle Fire, anche in virtù del prezzo aggressivo, occupa ora il 54,4% di quote di mercato negli USA, a fronte del 15,4% in dote alla famiglia Galaxy Tab di Samsung e al 7% di Motorola Xoom.
Amazon ha assunto il pieno controllo su Kindle Fire. E sul business correlato all’offerta di contenuti per gli utenti del tablet. Ha un proprio negozio virtuale di app Android, e propone musica, film e libri digitali. Gli utenti di Kindle Fire non hanno bisogno di Google play. Gli utenti di Samsung Galaxy S III ne avranno invece ancora bisogno. Ma fino a quando?
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