Robot in Italia: siamo indietro, ma arriveranno presto e saranno totalmente integrati

“Robotics: A New Science” è il titolo del convegno internazionale disposto dall’Accademia dei Lincei per fare il punto sulla robotica e sulle tecnologie più recenti nell'intelligenza artificiale applicata.

Redazione 

“Robotics: A New Science” è il titolo del convegno internazionale disposto dall’Accademia dei Lincei in collaborazione con la Scuola di Robotica, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Università Federico II di Napoli, l’Università La Sapienza di Roma e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Sono state presentate relazioni miranti a fare il punto sulla robotica e sulle tecnologie più recenti finalizzate a rendere sempre più progrediti i robot e le macchine al servizio dell’uomo. In più, si è cercato di dare una raffigurazione degli scenari futuri che potrebbero vedere i robot sempre più attivi nella quotidianità umana.

Quello che è emerso è che i robot, da macchine funzionali all’esecuzione di compiti determinati, stanno diventando sempre più entità pensanti e autodeterminate, capaci di affrontare in modo dinamico e “intelligente” il loro rapporto con l’ambiente circostante e con l’uomo.

In tutti i settori i robot stanno sempre più spesso mettendo in campo delle capacità di interazione attiva, per diventare dei veri e propri compagni di lavoro, capaci di svolgere in modo intraprendente tutte quelle mansioni caratterizzate da un margine di rischio piuttosto elevato.

Questo nuovo rapporto che si instaurerà tra umani e androidi cibernetici ha dato il la alla nascita della nuova disciplina denominata “roboetica”, che punterà a definire proprio le linee – e i problemi – della corretta convivenza tra uomini e macchine pensanti.

In Italia si sta lavorando molto sulla cosiddetta robotica di servizio, ossia la realizzazione di impianti complessi operanti mediante robot, mentre si pensa meno alla progettazione di modelli robotici che riproducono l’aspetto umano. Il settore della robotica però è gravato da una forte deficienza di offerta formativa specialistica, sia perché la robotica è ancora considerata una branca tecnologica molto di nicchia, sia perché, come purtroppo sembra essere la tendenza generale in tutti i settori della ricerca italiana, i finanziamenti sono irrisori.

Autore: Pierluigi Emmulo

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