Rivolta Siria: oggi venerdì della collera e nuovi morti trapelati online. Video musicali su YouTube
I ribelli al regime di Damasco hanno organizzato via web il “Venerdì della collera”. Il numero dei morti sarebbe salito a 500. Giovani rapper, dalla Tunisia alla Siria, protestano a suon di inni e canzoni.
Sono almeno 500 i morti degli scontri in Siria. Il regime di Basher al-Assad, come spieganoi ribelli su blog e social network, sta reprimendo nel sangue le rivolte. Secondo il più recente monitoraggio dell’organizzazione per i diritti umani Sawasiah, l’invio dei carri armati a Daraa, dove si concentrano le proteste, sta provocando una strage senza precedenti.
La ONG, fondata dall’avvocato per i diritti umani Mohannad al-Hassani, racconta anche di migliaia di arresti seguiti alle dimostrazioni pacifiche in favore della fine della corruzione e della libertà politica. Il vento della rivoluzione non sembra arrestarsi. Su Facebook, il più popolare social network del mondo, è stato lanciato un appello alla mobilitazione.
L’appuntamento con il “Venerdì della collera”, che rimanda ai paralleli fatti libici, è stato organizzato dal movimento “Giovani della rivoluzione siriana”. Il disagio viene espresso anche attraverso la musica. Prima in Egitto, poi in Tunisia, e ora anche in Siria, alcuni giovani rapper hanno scritto canzoni e inni contro il regime. Condivisi su YouTube, hanno ottenuto un boom di contatti.
A sostegno dei rivoltosi si è schierata l’Unione europea. Gli organismi comunitari, d’accordo con le Nazioni Unite, sono pronti a proporre misure severe contro il regime di Damasco. Fra le opzioni c’è la sospensione dei prestiti erogati dalla Banca europea degli investimenti e, più in generale, degli aiuti concessi nell’ambito degli accordi per la cooperazione.
Autore: Fabio Lepre
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